L’Iran smentisce il rilascio di Sakineh.

L’Iran non cede e, in nome di un Dio fatto in casa, combatte la sua guerra contro l’Infedele evitando di indietreggiare troppo agli occhi della Comunità Internazionale.
C’è il popolo da sfamare e da che mondo è mondo la pancia grida più della coscienza.


Sakineh avrebbe confessato.
E senza troppi moralismi, potremmo arrivare a metterci una mano sulla coscienza su quella che è una tecnica vecchia quanto l’uomo-fatto-collettività per fare della collettività un quadro astratto dal valore cento volte più grande dell’artista stesso.
Vabbè, non occorre. Si dice a Bari.


Fatto sta che ‘sta storia non so proprio come andrà a finire.
E ancor più dubbi mi assalgono se penso ai Talebani che combattono l’Occidente con le loro stesse armi (più pragmatico di così si muore), all’Iraq che prende la scia o che gioca di rimessa (tanto per buttarla sullo sport), alla Corea del Nord che torna a tossire dopo aver fagocitato soldi a destra e a manca elargiti da Bush Sr. e Bush Jr. con il grottesco reverendo Moon a far da tramite nel nome del:”Non si tratta con gli Stati Canaglia”.
Ci vorrebbe una bella lezione sui “Neuroni Specchio”.


Gli stessi Neuroni che hanno portato il buon Cameron ha rilasciare nelle mani dalle “giustizia” libica uno dei famosi attentatori di Lockerbie.
E dire che il mondo cambia come un non nulla. No?


Dall’embargo alla Libia alla riconsegna di un criminale.
Il mondo cambia.
Siamo noi che siamo sempre gli stessi.
O il contrario.

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