La Fine è il mio Inizio.

Famoso è il libro di Tiziano Terzani e, concedetemelo se ho creduto in cuor mio, che mai citazione potesse essere più adatta a descrivere le Lunghe Giornate della Compravendita.

314 è la Fine. 311 è l’Inizio.
Il voto sulla Fiducia alla Compravendita è passata.
La Camera è diventata la Camera di Commercio e così, come i famosi comunisti con i cavalli nelle chiese russe, ci saranno le pentole nella Basilica della Politica Italiana.
La Destra senza Centro esulta e mio padre si è rinchiuso in stanza per meditare sul perché.
A nulla serve se dico lui che Il Politico esulta anche quando perde e lampante è per me l’immagine dell’epocale Milan-Liverpool in quel di Istanbul.
Ora c’è il secondo tempo.
Poi i supplementari e dopo ancora i rigori.

Hanno voluto questa formula.
Suicidio pianificato.




Una cosa è certa.
Lo spettacolo visto oggi alla Camera dei Deputati presenta “L’Inizio della Fine” in Technicolor.
Schizofrenia politica fatta patologia dove l’Io del Premier non scende minimamente a patti con il proprio Sè. Incapacità di affrontare la realtà e quindi vai di rimozione.
Schizofrenia politica nel nome del commercio dove, i venditori di cammelli e tappeti persiani attanagliano, nei corridoi della Camera, con tanto di minacce e proposte, gli Indecisi. 
O meglio gli Indecisibili. 
Una Camera scortata, protetta, difesa dai terroristi universitari da portare a Guantanamo.
La parte cubana intendo.
E perché non parlare dell’agguato architettato dalla stoica Bongiorno?
Una donna incinta che pur di votare la sfiducia riesce a rubare la scena presentandosi in sedia a rotelle.
Lo dico sempre che le Donne sono l’anima di questo Paese.
E rilancio. Meriterebbe il doppio voto, a nome suo e a nome del suo bimbo ancora in grembo.
Le Donne sono l’anima del Paese. I futuri o “Futuristi” italiani anche.
Un altro esempio a caso?
La Siliquini. Certo, proprio lei, ha fatto me culpa nel confessionale di Palazzo Grazioli e poi, spalleggiata dagli omaccioni temerari ma moderati, in nome della Palindromìa delle Libertà, decide di tornare a casa.
Nella dependance numero 6789 della villazza di Antigua.
“Questa è la chiave, l’ultima a destra. Le consiglio di prendere l’elicottero presidenziale per non arrivare con i calli ai piedi”. 
Un mea culpa che sortisce i suoi effetti e favori se riporta in vita un Dead Man Walking.


Che dire poi di Paolo Guzzanti? Editore della Mignottocrazia che preferisce, a quanto pare, un futuro migliore per i propri figli e un relativo miglioramento del clima famigliare.
Lo dico sempre che i Papà sono l’anima del Paese.
I Papà sono un pò come le Donne e come i Radicali, vogliono sempre l’ultima parola e così, con un virtuosismo politico e politicante, dividendosi momentaneamente dal Pd, si accaparrano il loro spazio per poter urlar forte la fine del Regime Partitocratico.
Fossi di destra voterei Radicale. L’ho sempre pensato. Poi ho smesso di fumare e ho rimosso la tentazione.




Per il Berlusconismo, insomma, è l’inizio della fine.
L’inizio di un brusco ritorno nella Valle della Normalità, dalle Vette della Vergogna, dove solo i maghi esperti della politica camaleontica salveranno le penne. La faccia è un’altra cosa.
Soffiano il naso con la carta igienica, per dirne una.


E il Paese?
Il paese è sembrato più esperto dei camaleonti sin dal 1993, se non dal 1946, e si venderà al miglior offerente (chi può e potrà vedersi li conosciamo) per l’ennesima volta, chiunque esso sia.
L’Arte dell’Arrangiarsi è l’Anima di questo Paese.


In un Paese che un’Anima non ha.
E non ha mai avuto.

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