Wikileaks: Governo contro indagini su Calipari

Uno spiraglio di luce sulla morte di Nicola Calipari.


Il Cablo pubblicato dal The Guardian è più che chiaro.
Firmato dall’ambasciatore americano Mel Sembler, il file, datato 3 maggio 2005, riferisce di quanto il governo italiano fosse favorevole a porre una pietra sopra il caso dell’uccisione in Iraq di Nicola Calipari ad un posto di blocco statunitense.
Secondo Sembler ci fu incontro al quale parteciparono il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, il sottosegretario Gianni Letta e il capo del Sismi, Pollari.
All’impegno di non intaccare minimamente i rapporti tra i due paesi fu consegnato un rapporto di 67 pagine che dichiarava l’assenza di responsabilità individuali per l’incidente.
Proprio Sembler ribadisce che questo ultimo punto fu volto a scoraggiare le indagini della magistratura che per legge può indagare su omicidi contro cittadini all’estero solo volontari.
Quel che stupisce, come se non bastasse, è il fatto che l’ambasciatore stesso si fosse espresso in maniera sprezzante nei confronti della magistratura italiana ritenendola famigerata per piegare le leggi a proprio favore e che ci potesse essere il rischio che tu ciò non sarebbe bastato.
Sembler finisce per raccomandare il Governo Italiano e per sollecitare una telefonata da parte di Bush a Berlusconi e, schiaffone in faccia alla verità, consigliò l’amministrazione di limitarsi a sostenere, nonostante le pressione della stampa italiana, che gli Usa avevano ricevuto il rapporto italiano e che lo stavano studiando.

A Calipari, ad oggi, non è stato concesso il diritto morale di coprire con la verità una eroica vita persa il 4 marzo del 2005 sulla strada verso l’aeroporto di Baghdad, mentre scortava la giornalista italiana Giuliana Sgrena, appena liberata dai suoi rapitori.
Una vittoria di Pirro, certo, ma che dona luce alla sua memoria e tenebre sul Centrodestra Italiano e Statunitense tutto.

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