Il Debito Pubblico degli Stati Uniti d’America.

Il debito pubblico statunitense è di oltre 13.500 miliardi di dollari.
Questa è la somma di tutti i debiti in essere nei confronti del Governo Federale.
Quasi 2/3 del debito è in mano a persone, imprese e governi stranieri che hanno acquistato Titoli del Tesoro, Note e Obbligazioni, mentre, la restante parte, in mano al Governo, ha come motivazione la sicurezza sociale e fondi fiduciari.
Il debito degli USA è il più grande del mondo.
E’ cresciuto del 50% tra il 2000 e il 2007 e, alla sua crescita, ha contribuito non poco l’ormai famoso Salvataggio da 700 milioni di dollari nel 2008.
La Sinistra che salva il Paese dalla Destra è una legge matematica, ormai.
Per farsi un’idea più completa, basti pensare che, se nel 1988 il debito ammontava al 51% del PIL, oggi ammonta al 94%.
Gli interessi, in questi anni, hanno raggiunto cifre esorbitanti tanto da toccare i 383 miliardi di dollari nel 2009 e i 414 miliardi nel 2010 a fronte del famoso picco di 451 miliardi del 2008.
Pur nella loro positività, i sistematici tagli ai tassi d’interesse poco o nulla hanno potuto per il bilancio.
Oggi, infatti, gli interessi del debito sono la quinta grande voce nel bilancio nazionale dietro solo alla spesa della Difesa e della Sicurezza (890 miliardi), la Sicurezza Sociale (730 miliardi) e alla spesa Sanitaria (490 miliardi).
Il debito pubblico è da considerarsi un accumulo di deficit di bilancio causato dallo scriteriato quanto sistematico taglio delle tasse da parte delle politiche ultra-liberiste del GOP e, incredibile ma vero, dall’aumento della spesa durante le amministrazioni Bush.
Di contro, quest’anno, il deficit di bilancio di quello spendaccione, nonché socialista e musulmano, che risponde al nome di Barack Hussein Obama, calerà da 1.700 miliardi a 1.300. In barba alle accuse di dissesto finanziario causato dalla riforma sanitaria.
Tale risultato è frutto del Pacchetto di Stimolo Economico, delle misure di Salvataggio del 2008 e dei tagli alla spesa per la Sicurezza, la EGGTRA, la JGTTRA, i tagli fiscali e l’Alternative Minimum Tax.
Per capire fino in fondo il Debito degli USA occorre conoscere i primi veri grandi creditori.
Lo Stato che determina e influenza parte della politica statunitense è la Cina, che possiede crediti per poco più di 900 miliardi.
Il Giappone possiede crediti per circa 877 miliardi di dollari, il Regno Unito 477 miliardi, mentre il Brasile, i paesi esportatori di petrolio, Hong Kong, Russia e Canada tra i 100 e i 280 miliardi ciascuno.
In tutto questo, il Bureau of International Settlements, sospetta che gran parte delle partecipazioni da parte di Belgio, Caraibi e Lussemburgo appartengano al fronte dei fondi speculativi e a quei paesi esportatori di petrolio che non vogliono essere identificati.
Nel corso dei prossimi 20 anni il Governo Statunitense dovrà restituire i fondi di sicurezza sociale prelevati dai Baby Boomers e quindi individuare risorse per rimborsare il prestito.
Questo potrebbe significare tasse più alte per i redditi più alti e per chi non ha bisogno di sicurezza sociale, mentre, in secondo luogo, si dovrà far fronte alla tendenza, negativa per gli States, che vede gli stati creditori investire molto più nelle economie di casa e meno in America, che porterebbe, col tempo, a una flessione della richiesta dei Titoli del Tesoro e ad un conseguente aumento dei tassi di interesse, rallentando così l’economia.
Come se non bastasse, tale diminuzione spingerebbe al ribasso il dollaro in virtù del fatto che moneta e titoli, di fronte ad una auspicabilità inferiore, vedrebbero diminuire il loro valore.





Con questa analisi inizia un tour che ci porterà a capire se e perché le politiche liberiste dei governi di Destra combaciano con la distruzione delle economie occidentali.
Pura coincidenza?
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