Austria, Der Standard: Berlusconi come Putin.


Quello che sta accadendo in Europa ha dell’incredibile.
Dal primo Gennaio infatti la presidenza UE è passata all’Ungheria che, per chi non lo sapesse, è un paese che in maniera alquanto autoritaria sta mettendo al bando la libertà di stampa.
In tutto questo, il paese magiaro è additato di essere la pecora nera dell’Europa Liberale.
Può un paese governato in questa maniera ottenere la presidenza dell’Europa di De Gasperi?
Le critiche naturalmente piovono a raffica e persino il governo austriaco ci va giù pesante, nonostante il silenzio assordante di Budapest.
Il silenzio più assordante, tuttavia, è quello dell’Unione Europea che nulla dice a proposito della questione dei media in Europa e, figuriamoci quindi, in quell’Ungheria dove il Primo Ministro Victor Orba’n agisce ormai nell’impunità più totale.
In un editoriale del quotidiano austriaco “Der Standard”, ci si pone sconsolati l’interrogativo se davvero la libertà di stampa messa oggi in pericolo interessi a qualcuno e, rincarando la dose, focalizza l’attenzione su altri paesi europei in cui la libertà di stampa sembra esser stata pesantemente limitata da tempo, tanto da entrare nella Nostra Beneamata Italia e paragonare il caso Rai-Set a quello dei media russi.
Il quotidiano finisce per attaccare duramente Bruxelles, rea di aver lasciato correre e lasciato altresì espandere il modello russo a tutta l’Europa Occidentale oltre che ad aver, in quanto Istituzione limitata, come unico mezzo utile per la tutela dei giornalisti dalle persecuzioni sommarie, la Corte dei Diritti Umani.
Insomma, un articolo che parla di giustizia politica in salsa Sovietica con un Berlusconi che fa approvare leggi che impediscono ai magistrati di combattere la corruzione e che, proprio per i succitati motivi, trovano poco spazio nei giornali con, dal versante opposto, un imbarazzante Sarkò, sempre più attivo e impegnato nel tentativo di permettere ai suoi amici imprenditori di comprare una serie di importanti quotidiani transalpini, tanto da spostare l’attenzione mediatica sulle vieppiù interessanti vicende riguardanti Carlà Brunì.
Tutto il Mondo è Belpaese.

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