Stefano Rodotà a El Pais: Italia, Laboratorio del Totalitarismo Moderno

Intervista di Miguel Mora, corrispondente da Roma di El Pais, a Stefano Rodotà.
In spagnolo qui
Non è paradossale che sia un giurista ad allertare contro gli eccessi del diritto?
Be’, il maggior paradosso è che il diritto, che deve essere solo una mediazione sobria e sensata, si trasformi in un’arma prepotente e pretenda di appropriarsi della vita della gente. Questa nuova tendenza è molto legata alle innovazioni scientifiche e tecnologiche. Prima nascevamo in un solo modo. Da quando Robert Edwards, fresco premio Nobel, ha inventato i bambini in provetta, sono cambiate le regole del gioco e la legge naturale non si governa solo con la procreazione naturale. Ci sono altre opportunità di scelta e nasce il problema: deve agire il diritto? fino a dove? A volte la sua pretesa è mettere in gabbia la scienza, opporre diritto a diritti, usare il diritto per negare libertà. E’ questo lecito? a volte può sembrare che lo sia, ad esempio, per la clonazione.
E altre volte?
A mio giudizio il diritto deve intervenire, senza arroganza, senza prepotenza, senza abusare, lasciando alle persone la possibilità di decidere liberamente e coscientemente. Il caso di Eluana Englaro è un esempio chiaro dell’uso prepotente della legge e, di passaggio, del ritardo culturale e politico italiano. Il potere e la Chiesa hanno deciso, contro quello che afferma la Costituzione sull’inalienabile diritto delle persone alla loro dignità e alla loro salute, che si doveva agire per limitare la dignità di questa donna senza vita cerebrale e il diritto di suo padre a decidere per lei. Il problema non è solo la spinta autoritaria del potere politico, ma l’insensata sfida alla norma sovrana, la Costituzione, e la collaborazione della Chiesa a questo attacco.
La Chiesa odia anche le cellule madri. Ma la fecondazione assistita è stata proibita in Italia con un referendum popolare.
Alcune innovazioni scientifiche mettono in discussione l’antropologia profonda dell’essere umano. L’uso e lo scarto di diversi embrioni nelle tecniche di fertilità è una di queste. Il diritto deve accompagnare questi cambi, ma non bloccarli. Gli scienziati chiedono regole per sapere se i loro progressi sono morali e socialmente accettabili. Un uso prepotente della legge limita le loro ricerche, nega lo stesso progresso e al farlo si impadronisce delle nostre vite perché ci nega tutto il diritto o, ancora peggio, solo lo nega ad alcuni. I ricchi italiani possono andare in Spagna per la fecondazione assistita, i poveri no. Questo produce una cittadinanza del censo e distrugge lo Stato sociale. La vita è prima della politica e del diritto.
L’Italia attuale è sottomessa la fondamentalismo cattolico?
L’Italia è un laboratorio del totalitarismo moderno. Il potere, l’abuso del diritto, il privatizzarlo e trattarlo come una merce, favorisce il fondamentalismo politico e religioso e questo mina la democrazia. I vescovi italiani non ammettono il testamento biologico; i tedeschi hanno avanzato un testo più avanzato di quello della sinistra italiana. Al compiersi un anno dalla morte di Eluana, Berlusconi ha scritto una lettera alle suore che la curavano dicendo loro che era molto triste per non aver potuto salvarle la vita. Ammise pubblicamente che il potere aveva cercato di impadronirsi della sua vita. Adesso ha appena offerto un Piano per la Vita alla Chiesa. Pur di ottenere il suo appoggio per continuare a governare, Berlusconi ha venduto lo Stato di Diritto al Vaticano per quattro soldi.
E gli omosessuali continuano a non avere diritti. E i laici contano sempre meno.
La Corte Costituzionale ha detto che il Parlamento deve riconoscere le nozze gay. Anche la Carta dei Diritti della UE è molto chiara. Abbiamo bisogno di un diritto amabile, non un diritto che neghi i diritti. La religione non può domare la libertà. La Costituzione del 1948, articolo 32, dice che la legge non potrà in ogni caso violare i limiti imposti al rispetto della vita umana. Questo articolo si scrisse pensando agli esperimenti nazi, con l’emotività dei processi ai medici a Norimberga. E lo fece Aldo Moro, un politico cattolico”
Ha pensato un giorno che sarebbe arrivato a rimpiangere la DC?
Quei politici avevano un altro livello culturale. Le discussioni parlamentari tra DC e PCI erano di un livello impressionante. Con la DC al Governo si fecero le leggi dell’aborto e del divorzio. Sapevano che la società e il femminismo le esigevano e capirono che il non ammetterlo avrebbe danneggiato la loro credibilità politica. Molti erano davvero laici. Avevano più senso della misura e più rispetto. Adesso facciamo turismo per poter nascere e poter morire, la gente prenota posti negli ospedali svizzeri per poter morire con dignità. E’ possibile che uno Stato democratico obblighi i suoi cittadini a chiedere asilo politico per morire? Il diritto deve governare questi conflitti, non favorirli.
Rosa Luxemburg diceva che dietro ogni dogma c’era un affare da curare.
Ovviamente, immagino che la sanità privata influisca sulle posizioni del Vaticano. Dal Concilio in poi tutto è andato peggio, e oggi l’Italia è governata da movimenti come Comunione e Liberazione, che fa affari favolosi con l’aiuto e il consenso del Governo. La cattiva politica è sempre figlia della cattiva cultura. Il degrado culturale è la chiave del problema. Spero che il regime politico di Berlusconi termini il più presto possibile, ma riprenderci da questo deserto culturale richiederà decenni. L’uso della televisione, non solo partigiano, ma soprattutto degradante, la degenerazione del linguaggio… Tutto è peggiorato. Il degrado è andato molto al di là del perimetro del centro destra e vediamo ovunque atteggiamenti speculari a quelli di Berlusconi.
Alcuni stanno mettendo in discussione i diritti sindacali.
Il pensiero giuridico si è molto impoverito. Negli anni 70 facemmo una riforma radicale del diritto di famiglia perché la cultura dei giuristi e il senso democratico lo permisero. Si chiusero i manicomi, si scrisse lo Statuto dei Lavoratori…. Oggi tutto questo sarebbe impensabile.
La sinistra sembra impassibile, perché?
Il recupero della cultura sarà la prima premessa per recuperare la politica di sinistra. Tutti dicono che si deve guardare al centro, io credo si debba iniziare recuperando la sinistra. Craxi distrusse la socialdemocrazia, il PCI si suicidò e questo cataclisma continua ancora. Abbiamo perso il primato della libertà e adesso comanda l’uso personalista e autoritario delle istituzioni. La società si è decomposta, il Paese si sta disfacendo. La politica fa ostentazione di forza e il diritto si fa briciole.
Ci salverà l’Europa?
Non sembra che l’Europa viva un momento splendido. Crescono xenofobia e razzismo e la debolezza culturale dell’Italia si diffonde nel continente. Trono e altare si sono alleati di nuovo, adesso in modo diverso. Adesso assistiamo alla fusione tra mercato, fede e politica, che cercano di organizzarci la vita manipolando il diritto. In Italia non è che la corruzione non sia perseguita, è che è protetta dalla legge, come nello scandalo della Protezione Civile: si sono derogati trasparenza e controlli ordinari per poter rubare meglio. Negli anni 70 le commissioni facevano ridere e in tutti i casi c’era una certa compostezza, un rispetto per la comunità. Craxi è stato devastante, un cambio d’epoca. Adesso la massima è: “Se lo fa Berlusconi, perché non lo devo fare io?”

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