Ruby: Il Fascicolo della Procura di Milano. Le intercettazioni.

E così giungemmo al secondo capitolo del libro che narra la fine di Silvio Berlusconi.
Il primo capitolo, come tutti sappiamo, narrava della fine politica all’indomani dell’ormai noto gol della bandiera del14 Dicembre. Il secondo narra dell’uomo che giurava sulla testa dei propri figli, quei figli che scappano in lacrime alla vista di un padre presentatosi loro con una ragazzina in braccio nel bel mezzo di una cena. Il secondo, roba non da poco, narra della sua fine in quanto uomo sociale che, vista l’impossibilita di rigenerarsi dal peggiore stigma possibile, nulla potrà con l’ennesimo colpo di coda. La fidanzata idealizzata.
Se non erro, Machiavelli parlava di ascesa, mantenimento (?) e declino. Un processo inevitabile. E per quanto non lo ritenga affatto un maestro, credo, che almeno in questo caso, abbia la sua porca dose di ragione. Assieme a Berlusconi, cadrà l’intero castello di carte, un castello a forma di piramide ma capovolta, dove, se vien meno la carta portante, vengon giù le altre. Le migliori rivoluzioni sono quelle che avvengono per demerito mi dico e, soprattutto, se in virtù della tua egomania pretendi di voler controllare tutto, quel tutto reggerà su di te finendo per schiacciarti una volta venuta meno la tua proverbiale ineffabilità, la tua forza. Il tutto in un contesto in cui la salute psicofisica ha un ruolo fondamentale.
Non si spiegherebbe altrimenti quello che leggerete.
Le parole.
Va detto che queste che seguiranno, le prime, paradosso dei paradossi, sono le parole maggiormente incriminate dagli avvocati del Premier, i quali puntano sulla seguente dicitura: “abusando della sua qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri” per cercare di trasferire le competenze delle indagini dalla Procura di Milano al Tribunale dei Ministri, motivando nella fattispecie il tentativo di giudicare comportamenti che spettano solo a quest’ultimo. La procura, dal canto suo, sostiene che il Premier non avrebbe compiuto il reato abusando delle sue funzioni.
Nel fascicolo, infatti, i pm affermano che:
“al fine di occultare sia il delitto di cui al capo che segue [l’utilizzo di prostituzione minorile, ndr] e di assicurarsi per esso l’impunità, sia altri fatti, anche di rilevanza penale non a lui ascrivibili, ma comunque suscettibili di arrecare nocumento alla sua immagine di uomo pubblico, abusando della sua qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri, la notte tra il 27 e il 28.05.2010, avendo appreso che la minore El Mahroug Karima – da lui in precedenza frequentata – era stata fermata e condotta presso la Questura di Milano, si metteva in contatto con il Capo di Gabinetto del Questore, dr. Pietro Ostuni e rappresentandogli che tale ragazza minorenne, di origine nord africana, gli era stata segnalata come nipote di Mubarak, (circostanza peraltro palesemente falsa), lo sollecitava ad accelerare le procedure per il suo rilascio, aggiungendo che il Consigliere Regionale Nicole Minetti si sarebbe fatta carico del suo affido e, quindi, induceva il dr. Pietro Ostuni a dare disposizioni alla dr.ssa Giorgia lafrate, (funzionaria della Questura di Milano e quella notte di turno) affinché la citata minore El Mahroug Karima (nata in Marocco il 1.11.1992 e denunciata per furto in data 27.5.10 da Pasquino Caterina), venisse affidata a Minetti Nicole, così sottraendola al controllo e alla vigilanza delle autorità preposte alla tutela dei minori, in contrasto con le disposizioni al riguardo impartite dal PM di turno”.
Per quanto riguarda quella notte, questo il resoconto:
“Alle 23.59.27 del 27 maggio 2010, Pietro Ostuni, dopo essere stato contattato a mezzo telefono dal Presidente del Consiglio dei Ministri, si poneva a sua volta immediatamente in contatto con la dr.ssa Iafrate, cui comunicava le disposizioni ricevute da Silvio Berlusconi, invitandola ad agire rapidamente per il rilascio della minore“. Berlusconi ha sempre detto di aver fatto telefonare solo per accertarsi delle condizioni della ragazza e avere delle informazioni sul suo conto. Ostuni non si limita a fare una telefonata, scrive la procura, bensì “contattava ripetutamente la dott.ssa Giorgia Iafrate, alle ore 23.59.27 (durata 72 Sec), 00.02.21 (durata 12 Sec), 00.05.48 (durata 1 Sec), 00.08.04 (durata 41 Sec), 00.10.46 (durata 85 Sec), 00.20.03 (durata 21 Sec), 01.21.49 (durata 70 Sec), 01.28.03 (durata 103 Sec), 01.31.43 (durata 50 Sec), 01.33.11 (durata 26 Sec), 01.44.37 (durata 110 Sec), 02.12.10 (durata 303 Sec), per accertarsi che le sollecitazioni del Presidente del Consiglio, in ordine al rilascio di El Mahroug Karima e al suo affido a Nicole Minetti, venissero eseguite“. Ostuni telefona anche al questore di Milano e a un dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Milano, che poi a sua volta chiama per tre volte Giorgia Iafrate.
“Successivamente il dr. Ostuni comunicava alla Presidenza del Consiglio che El Mahroug Karima era stata rilasciata e affidata al Consigliere Regionale Nicole Minetti“. Questa, non appena uscita dai locali della Questura, consegnava la ragazza alla coinquilina di Karima El Marough, “persona priva di referenze”. La procura documenta come “la minore El Mahroug Karima veniva affidata alla Minetti Nicole ancor prima che fossero formalmente richiesti dalla Questura di Milano, con fax al Commissariato di Taormina, a firma dott.ssa Iafrate, inviato alle ore 02.20 del 28.05.10, i documenti necessari ai fini di una sua compiuta identificazione, accertata in Letojanni effettivamente solo alle ore 04.00 del 28.05.2010; nonché senza previo interpello dei genitori della minore stessa circa il suo affidamento a terzi“. Karima El Marough viene quindi rilasciata e affidata a Nicole Minetti, come chiesto con insistenza dalla presidenza del Consiglio: prima di essere identificata, prima che fosse accertato persino il suo essere o no minorenne”.
Ciò detto, la Procura di Milano accusa il Premier di:
“avere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi, compiuto atti sessuali con El Mahroug Karima, minore degli anni diciotto, nella sua abitazione privata di Arcore […] in cambio del pagamento di somme di danaro che venivano consegnate, in contante, dallo stesso indagato, oppure da Spinelli Giuseppe, suo fiduciario, nonché di altra utilità economica (gioielli ed altro)“.
Le prove. Per quanto riguarda le prove la Procura ha raccolto le testimonianze di diverse persone vicine a Ruby:
       La sua coinquilina che afferma che la ragazzina portava regolarmente uomini in caso e che si prostituiva
       Sul suo cellulare sono presenti vari numeri di telefono che fanno riferimento a “Rubbi Troia”, “Papi Silvio Berluscone”, “Casa Roma Silvio”…
       Un’altra coinquilina ha dichiarato agli inquirenti che Ruby “diceva di essere molto amica del Presidente del Consiglio Silvio Berluconi, con il quale, a suo dire, è stata spesso a casa del Premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, il quale le dava molto denaro“
       Stessa cosa dice un suo amico Carabiniere che aggiunge che “all’inizio della sua conoscenza con il Presidente del Consiglio neanche lui sapeva che era minorenne, dopodiché Ruby lo aveva informato che era minorenne“e “ci tengo a precisare che non ero io a fare domande sul Presidente del Consiglio, ma era Rubi che spontaneamente mi riferiva questi particolari e della sua conoscenza col Presidente del Consiglio. E, lo ripeto, io in quel periodo ero convinto che lei “sparasse” delle esagerazioni per apparire nei miei confronti più importante di quello che era e soltanto quando ho appreso dai mass media del suo coinvolgimento e del fatto che frequentasse la residenza personale del Presidente del Consiglio ho capito che quello che mi confidava era vero…
Ruby. Le sue telefonate:
       Al telefono con un’amica parla degli inquirenti: “adesso praticamente sanno che io vado da Silvio e conosco Silvio“, “io ho negato il fatto che Silvio sa che sono minorenne, le ho detto che lui sa che sono maggiorenne […] perché non voglio metterlo in casini… […] Lui m’ha detto, non è che per caso è un caso di prostituzione o lui vuole il tuo corpo… o tutti gli aiuti che hai avuto li hai avuti tramite lui? Gli ho detto no! Assolutissimamente. In effetti loro erano restii a darmi in affidamento a Lele proprio perchè pensavano che c’era un collegamento con Silvio Berlusconi“.
       Al telefono con un’altra amica: “Tu hai il papà, lo zio… a lui come lo chiami? Lo zio, il nonno? Come lo chiami?” Ruby: “E no, papi”. L’altra: “E siamo messi bene, Madonna mia! fai come la napoletana, il papi lo chiamava”. E Ruby: “No, no, la napoletana è un’altra cosa, io sono un’altra. E quella è la pupilla, io sono il culo (ride)”
       Ruby confida ad un’amica di aver parlato con il suo avvocato: “Silvio gli ha detto: dille che la pagherò il prezzo che lei vuole, l’importante è che lei chiuda la bocca, che neghi il tutto, e che dica che lei… che dica pure di essere pazza ma l’importante è che lei mi tiri fuori da tutte queste questioni, che io non ho mai visto una ragazza che ha diciassette anni, o che non è mai venuta a casa mia“. Sempre secondo il suo avvocato “è un caso che supera quello della D’Addario e della Letizia, perché tu eri proprio minorenne… adesso siamo tutti preoccupatissimi… “, che “io frequento casa sua [di Berlusconi, ndr] da quando c’avevo sedici (16) anni” e che “io ho negato il tutto, ho detto no, sono andata a casa sua ma lui pensava fossi maggiorenne, pensava che avessi ventiquattro (24) anni, anche perché non li dimostro, poi dopo che ha scoperto che ero minorenne mi ha buttato fuori casa, perché io sto cercando di salvaguardare lui così a me mi torna in tasca qualcosa…“. Poi, ancora, sempre il 26 ottobre: “io ho parlato con Silvio gli ho detto… che ne voglio uscire di almeno con qualcosa… cioè mi da… 5 milioni… però… 5 milioni a confronto del macchiamento del mio nome…“.
       Il 28 Ottobre confida: “Silvio mi chiama di continuo, mi ha detto cerca di passare per pazza… per quello che… che puoi… per pazza… racconta cazzate… ma io ti sarò sempre vicino… mi fa … di qualsiasi cosa, e avrai da me qualsiasi cosa che tu vuoi… con il mio avvocato gli abbiamo chiesto 5 milioni di euro … in cambio di… del fatto che io passo per pazza, che ho raccontato solo cazzate… e lui ha accettato… in effetti seguiremo questa… questa strada…“. E in un’altra conversazione: ”che lui mi ha chiamato ieri dicendomi Ruby, ti do quanti soldi vuoi, ti, ti, ti pago… ti metto tutta in oro ma l’importante è che nascondi il tutto, nascondi il tutto, non dire niente a nessuno… […] ma può essere… per me mafioso… può essere quello che vuole, l’importante è che a me mi sta riempiendo di soldi… sta cambiando la mia vita, cazzo, guarda… ti faccio una domanda, però rispondimi sincera; se a te Silvio ti mettesse nelle tue mani 6 milioni di euro…”.
Ruby ad Arcore.
Secondo il posizionamento del suo telefono cellulare, Ruby è stata ad Arcore il 14, il 20, il 21, il 27 e il 28 febbraio del 2010; il 9 marzo del 2010, il 4, il 5, il 24, il 25 e il 2 aprile del 2010; il primo e il secondo giorno di maggio del 2010.
Altre intercettazioni:
       T.M e Nicole Minetti al telefono: “No ma infatti ti volevo un attimo briffare sulla cosa, nel senso… giurami che non ti prende male nel senso cioè ne vedi di ogni, cioè te ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei per l’amor del cielo però ne vedi di ogni ..cioè nel senso la disperaticion più totale cioè capirai… è gente per cui è l’occasione della vita quindi ne vedi di ogni, fidati di me punta su il francese che lui sbrocca gli prende bene e tutto. Digli tutto quello che fai… seconda laurea…sei stata a…tre mesi alla Sorbona, che anche lui ha studiato alla Sorbona, si si si esalta di brutto non entrare nei dettagli”
       T.M. a un’amica dopo una festa: “Cioè, io posso aspettarmi che certe cose avvengano in privato, no? Perché ognuno fa assolutamente quello che vuole. Penso che non ci siano problemi se uno da adulto no? Con un altro adulto… per carità, fai pure. Il problema è che avvengono in maniera assolutamente sfacciata, disinvolta, davanti a tutti. […] nessuno mi ha messo in difficoltà in nessun modo e quindi questa è una cosa buona […] però per darti un’idea, fai conto… ee.. noi slam…cioè, non c’è nessun genere di controllo relativo… […] e fa gli inviti quindi. Ieri sera c’erano molte ragazze, tipo una ventina, e c’era lui e il suo fedelissimo amico che ha un ruolo importanteeee, bassino, mmmm, adesso va bè, comunque, eee molto abbronzato, che parla benissimo di lui, lo venera proprio, ti può venire in mente chi è, comunque… eeee poi c’era un’altra persona ancora, questi loro tre e basta, e tutte ragazze. Eeeee noi siamo entrate proprio senza nessun tipo di controllo nel senso che tu arrivi, fuori di casa, eee dici il tuo nome e passi con la macchina tranquillamente. Io avevo la mia borsa il mio cellulare, nessuno me l’ha guardata nessuno mi ha chiesto niente. Quindi, varchi la soglia ed entri. Eeee l’ingresso è stato proprio cioè, ma non informale, di più. Perchè queste persone lo chiamano: “amore – tesorino” cioè, ma proprio dei livelli di bassezza totale. Tu non immaginarti niente di quello che puoi immaginarti. […] ecco, praticamente nei giornali dicono molto meno della verità. Cioè, anche quando lo diciamo, massacrano, no, cioè, è molto peggio! Molto più triste e molto più. Ti dico, non c’è nulla di pericoloso, fa tutt, a me proprio mi ha lasciato l’amaro in bocca. Ma non perché ho avuto paura, no no no, per la desolazione cioè, sai quando vedi quelle cose… [lui è stato] ospitalissimo, del resto lui magari è abituato che se una va lì.. no? è pronta a tutto diciamo, ma io sai come sai, non ho problemi a dire no a nessuno quindi ero nel mio angolo… […] a me è scaduto tantissimo. Mi sembrava di avere di fronte non lui, ma le caricature del Bagaglino. […] Hai presente quella volgarità spiccia che non è neanche tanto costruita o fantasiosa? Non è “Eyes wide shut”, il film con Tom Cruise, cioè no! una roba banale ecco. Io mi sentivo lì dentro. In questa cosa in cui a un certo punto durante la serata con l’Agostino di turno, tipo Maria De Filippi, quello con la pianola che canta, a un certo punto, non si sa bene come o perché, qualcuno ha iniziato a far vedere il culo e da li la serata è decollata. In un susseguirsi di cose più o meno volgari, ma come se fosse naturale e ti dico tutti davanti a tutti quindi questo buttasù… […] Dopo di che ci si è alzati e la cosa è peggiorata nella lato diciamo, no nel lato, in una sala-discoteca mmm è lì il degenero più totale cioè proprio siamo, ripeto, in un puttanaio in cui si ci si intrattiene come meglio si crede. Cioè, poi alla fine ognuno è libero di fare quello che vuole, nel senso che, è una casa privata no? E ti ripeto, io sottolineo che nessuno mi ha proposto nulla chiesto nulla alluso a niente cioè assolutamente no. Io sono stata tutta la sera seduta, piuttosto che a fumarmi la sigaretta piuttosto che a mandare un messaggio al cellulare, rispettata assolutamente. Dopo sai, anche solo il fatto di vedere certe cose, può metterti in difficoltà. […] io pensavo di vedere o delle avances o della disponibilità che poi però si sarebbe concretizzata in un’altro posto. Cioè, capisci che se io vedo uno che ammicca o una che dice dai dai dai, che ne so, è un conto no? Se poi io vedo un bacio è un altro discorso… e poi io non ne vedo uno, ma ne vedo venti”.
       T.M al telefono: “A certi livelli tu puoi anche prenderti una al top e far certe robe anche 5 alla volta ma cioè in una stanza, non con le prime 4 cretìnette davanti a una che non conosci [che] potrebbe essere chiunque perché nessuno mi ha chiesto un documento. […] non tornerei mai ma non perché c’ho qualcosa di male se vedo un culo, non è che adesso…”
T.M. racconterà le stesse cose agli inquirenti. Racconterà di un locale, “definito bunga bunga”, con dei divanetti e “un palo da lapdance, una sorta di banco bar e dei bagni, dove le ragazze andarono a prepararsi per la prosecuzione della serata, che da quel momento in poi assunse caratteristiche diverse da prima”. Le ragazze “indossarono abiti succinti” e “assunsero atteggiamenti con connotazioni equivoche, ma senza che si consumassero, almeno in mia presenza, rapporti sessuali”. Verso l’una e trenta, poi, la maggior parte delle ragazze veniva salutata e ricompensata con gioielli o contanti. Alcune invece, quelle prescelte da Berlusconi, sarebbero rimaste per la notte.
C’è molto altro (gossip) ma ho preferito focalizzare l’attenzione sugli eventi che parlano del possibile danno perpretato a queste ragazze, a cui, se non ve ne foste accorti, si sta rubando o negando la migliore età.






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