CLN: FLI dovrebbe fare corsa a parte


Oggi, come tutti sanno, c’è stata l’apertura di Vendola al CLN con tanto di endorsement nei confronti del Presidente del Partito Democratico Rosy Bindi a leader della Coalizione.
Per l’occasione mi sono avvalso di quella che, definire una mente eccelsa nel campo degli studi elettorali, è un eufemismo. Un mito per gli addetti ai lavori che presterà le sue analisi per La Politica anche in futuro. Il tutto, in via del tutto anonima, sotto lo pseudonimo di PDPV.
Oggi Vendola ha dichiarato:”Facciamo la coalizione larga con a capo la Bindi”. Il PD lo dice che son mesi. L’IDV si accoda. L’UDC non ne può più di Berlusconi. API e partitini vari si accoderanno. FLI non si capisce ancora che posizione voglia tenere perché divisa al proprio interno. A partire da queste divisioni il quadro complessivo non andrebbe visto come un ostacolo ma in qualità di un’opportunità bella grande. Da uno scenario siffatto potrebbero e dovrebbero profilarsi due schieramenti distinti a far da barriera all’asse PDL- LEGA-LA DESTRA: il primo, composto da SEL-PD-IDV-API-UDC, con la Bindi candidata Premier e il secondo, composto da FLI-MPA, posto a drenare voti dal CDX con l’intento di finire per prenderne le redini una volta sconfitto Berlusconi. In questo scenario il CLN vincerebbe dalla Liguria in giù, Sicilia compresa, e alcuni seggi del Senato potrebbero essere rubati al CDX da FLI-MPA (in lista unitaria, naturalmente).
I motivi per cui FLI deve correre da solo sono 3:  
1- non può andare con il CSX data la sua identità. Rivendica orgogliosamente di essere “di destra”  
2- recupera voti in uscita dall’UDC in caso di una alleanza del CSX che comprenda anche Casini  
3- recupera quegli elettori in uscita dal PDL e dalla LN contrari ad appoggiare nuovamente Berlusconi  
 
La presenza dell’MPA serve a fare massa critica, aumentando di 300.000 voti circa la performance elettorale e di questi tempi un 1% può risultare molto prezioso. Inoltre, in una coalizione di CSX dove è presente l’UDC, potrebbero non trovare posto i Radicali, che sono piuttosto molto più compatibili con la natura laica di FLI. Sarebbero altri 300.000 voti e quindi un altro 1%. La base di partenza di FLI, con questi presupposti, credo possa aggirarsi su 1,2 milioni di elettori, quindi il 4%, e quindi la base, i fedelissimi.
Ritengo quindi che la prestazione elettorale di FLI possa essere la seguente:  
– 1,2 milioni di voti propri  
– 300.000 dell’MPA  
– 300.000 dei radicali  
– 500.000 in entrata dall’UDC  
– 200.000 in entrata dal PDL con un bacino potenziale di altri 500.000 elettori provenienti da PDL-LN.  

Un FLI che si aggiri sui 2,5-3 milioni di voti in caso di corsa solitaria (con MPA e Radicali). Ci ritroveremmo al 7-8 per cento.
E per farla breve, sarebbe meglio per l’opposizione tutta, oltre che per Fini, un FLI compatto a metà strada tra CDX e CLN, aiutato da MPA e Radicali, piuttosto che un FLI distrutto e svuotato di voti, che inevitabilmente tornerebbero ad Arcore. Ripeto, Di Pietro mandiamolo in Molise e affidiamoli la presidenza del Comitato Stato-Regioni.
di PDPV

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