La primavera pugliese non è morta. Bisogna aprire porte e finestre della politica ai cittadini.

Riporto la risposta di Domenico De Santis alla nota pubblicata dal LabBari qualche giorno fa. De Santis è Responsabile Organizzativo Regionale del Partito Democratico in Puglia e, pur non conoscendolo personalmente (forse), se la memoria non mi accompagna, credo che al di là del suo CV, si tratti di una di quelle persone che ama la politica fin da ragazzino, fin da quando si partecipava alle riunioni dei rappresentanti d’istituto della provincia di Bari. Nel dubbio, vi lascio alla sua nota, 


Ho letto la lettera dei ragazzi di LabBari, le loro parole sono dure come sassi e pungenti come il vento freddo di montagna. Esse sono simili a tante che ascolto in questi giorni dai giovani del Pd, dai militanti del partito che tirano avanti i circoli territoriali, o dai tantissimi bravi amministratori del PD che governano bene le comunità pugliesi.
Con questa mia nota, non voglio scaricare le responsabilità su tizio o caio, anzi mi piacerebbe fischiare la fine della partita di ping pong (scarica barile) nel centro-sinistra, vorrei fermare la palla al centro del tavolo, e regalare le racchette dei comunicati stampa a qualche oratorio di periferia. Poi, mi piacerebbe mettere tutti attorno al tavolo per discutere e decidere:
Come possiamo “distruggere” il sistema di corruttela nella sanità?
Come allontaniamo la politica dalle nomine sanitarie, direttori generali, primari, ect?
Come eliminiamo le liste d’attesa? (sulla mia pelle vivo i mesi d’attesa per le risonanze che è tenuto a fare mio fratello)
Come facciamo sì, che i conflitti d’interesse vengano normati da una legge in Puglia? (esistono già due proposte depositate in consiglio)
Come rendiamo trasparente tutti gli atti della pubblica amministrazione?
* * *
Sono un componente della segreteria regionale del PD, e anche se non ho nulla da condividere (a bari si dice “da spart”) con la gestione sanitaria; anche se sono subentrato a fine luglio 2010 in questo organismo; anche se la segreteria e quindi il segretario regionale attuale del PD sono stati eletti dopo che l’inchiesta era già avviata, ovvero a novembre 2009, e quindi è priva di responsabilità diretta dei fatti contestati dall’opinione pubblica (candidature al parlamento del 2008 e candidature della primavera 2009); nonostante queste premesse, ritengo che, io debba chiedere scusa agli iscritti del Partito, ai cittadini, ai tanti giovani che si sentono schifati!
E chiedo scusa perché non ho utilizzato il mio ruolo fino in fondo, in questi 9 mesi, per dare risposte alle domande di cui sopra. Mi impegno a farlo da domattina, subito, senza batter ciglio, perché oggi la trasparenza è un elemento essenziale di una politica di qualità.
Voglio solo rammentare a me stesso, che in questi mesi la segreteria regionale e il gruppo del PD in consiglio regionale ha già avviato un cambio di tendenza, attivando un percorso all’interno del PD, che ha aperto alla partecipazione democratica e alla trasparenza totale la vita del partito e le sue attività di governo.
Penso al percorso durato due mesi dei  workshop, che hanno avuto epilogo nella giornata del 13 novembre, chi vuole può visionare qui alcune immagini del lavoro straordinario  http://www.facebook.com/album.php?aid=2097603&id=1304808135#!/photo.php?fbid=1727507229893&set=a.1727442748281.2097603.1304808135&theater , da quel lavoro sono venute fuori una decina di proposte di legge. È stata una esperienza straordinaria, in cui gli assessori, i parlamentari, i consiglieri regionali, i sindaci, gli iscritti e i non iscritti si sono seduti attorno allo stesso tavolo e hanno costruito una elaborazione che è diventata proposta di governo e in alcuni casi, già legge e realtà.
Penso agli sforzi che abbiamo fatto la scorsa estate, per raccontare ai cittadini i tagli del governo nazionale al bilancio regionale, ecco qui il link http://www.facebook.com/album.php?aid=2097603&id=1304808135#!/photo.php?fbid=108538155864982&set=a.108538099198321.9098.100001263945315&theater , di uno dei nostri banchetti in giro per la Puglia, e poi la battaglia a dicembre nella maggioranza regionale per far si che tutte le risorse disponibili coprissero i tagli ai servizi sociali, perché i cittadini più deboli sono la nostra priorità.  
Penso al lavoro svolto sulle energie rinnovabili, penso ai cento cantieri nei servizi sociali, penso a Puglia Corsara.
Penso alla proposta costruita ed elaborata per la prima volta attraverso i social network, ovvero la legge  sul software libero, anche qui ecco il link della nostra legge http://www.facebook.com/album.php?aid=2097603&id=1304808135#!/note.php?note_id=498311726089 ,  che incrocia la vostra proposta sui dati aperti. Che non solo condivido, ma su cui da subito è necessario lavorare e studiare per renderla realtà.    
Penso alla nostra idea del wifi libero, http://www.facebook.com/album.php?aid=2097603&id=1304808135#!/pugliaconnessa , per rendere accessibile a tutti i cittadini i saperi che ci sono sulla rete.
Penso al piano regionale al lavoro, 340 milioni di investimenti regionali per tentare di contrastare la crisi e dare opportunità di lavoro ai giovani e alle donne pugliesi, costruito con le associazioni sindacali e datoriali, con un lavoro dal basso che continua in queste ore, ecco qui un link delle iniziative provinciali http://partitodemocratico.mesagne.me/?p=879
Potrei continuare per altre decine di pagine, ma mi fermo. Perché vorrei dirvi che la primavera Pugliese non è morta, ma potrebbe avere una battuta d’arresto se il centrosinistra in Puglia non capisce una questione fondamentale che ha caratterizzato la stagione nata nel 2004/2005: non bastano solo buone leggi e buone azioni di governo, serve marcare sempre la diversità, serve volare al di sopra di ogni sospetto, serve sempre dimostrare che la Puglia è un SUD DIVERSO! Nella sanità non siamo stati all’altezza. Serve una buona politica. La buona politica, è quella che non si sottrae dalla certificazione di onestà, di etica pubblica, di senso dello Stato e delle Istituzioni. È necessario sgombrare il campo, aprire le porte e le finestre degli uffici dei politici, altrimenti i cittadini crederanno che i “politici sono tutti uguali”. Io, credo che non è così! Per testimoniare l’onesta, posso mettere la mano sul fuoco su diverse centinaia di amministratori che conosco personalmente,  su migliaia di militanti, su una marea di giovani!
Il punto è che i cittadini non ascoltano più le parole, ma hanno bisogno di fatti concreti!
Lavoriamoci insieme.
p.s.: rammento a me stesso che scrivo queste parole avendo la febbre alta… 🙂



di Domenico De Santis

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