Napoli, De Magistris:"Ecco perché mi candido"

Care amiche, cari amici,
vi scrivo per spiegarvi brevemente le ragioni della scelta di una sfida durissima, al tempo stesso affascinante ed entusiasmante, passionale e rivoluzionaria. Cercare di diventare, con l’aiuto del popolo, Sindaco della città di Napoli. La mia Napoli, l’amore più difficile, quello che ti fa soffrire e che ti fa prendere allo stesso tempo decisioni che razionalmente appaiono impraticabili. Ho sempre avuto enormi sollecitazioni dalla Campania e dalla città di Napoli ad impegnarmi sin da subito della mia esperienza politica, ricorderete prima come presidente della regione Campania e, poi, come candidato alle primarie per Napoli. Ho sempre detto di no, nonostante le sollecitazioni provenissero da più parti, perché era mia intenzione crescere nell’esperienza politica, portare avanti il lavoro quale Presidente della commissione controllo bilancio al Parlamento Europeo, consolidare il ruolo di responsabile nazionale giustizia e sicurezza del partito. E’ accaduto, però, che a Napoli si sono svolte le primarie del centro-sinistra alle quali IDV non ha partecipato perché aveva fiutato che potessero essere un regolamento di conti all’interno di apparati di partiti. L’esito delle primarie è stato disarmante. Al di là del dato positivo della partecipazione di tanti militanti – ai quali sono vicino per la passione politica dimostrata – sono emerse irregolarità, pare addirittura brogli e accordi sottobanco con esponenti del PDL, insomma una situazione che ha fatto precipitare il centro-sinistra, in particolare il PD, in una palude da sabbie mobili. Alle porte l’avanzata della destra berlusconiana di Nicola Consentino (Nick o’ mericano) e Luigi Cesaro (Gigino a ‘ purpetta) che hanno già conquistato regione e provincia e puntato su Napoli. Il rischio camorra a Palazzo San Giacomo è alto. Abbiamo lavorato – l’ho fatto anche in prima persona – ad una soluzione che potesse rilanciare e unire la coalizione: cercare di convincere il giudice Raffaele Cantone a candidarsi. Raffaele ha riflettuto, anche a lungo, alla fine ha deciso di non accettare. A quel punto la sollecitazione a metterci la faccia di molti militanti (Idv, Sel, Fds, Verdi, Pd) è stata sempre più incalzante. Dagli incontri con movimenti, comunità resistenti, associazioni, laboratori sociali, centri sociali, studenti, professori, intellettuali, operai, lavoratori, disoccupati, precari, cittadine e cittadini ho raccolto una voce che è cominciata ad essere assordante nelle mie orecchie: tocca a te, rappresenti l’USCITA D’EMERGENZA. Una scelta dal basso che è stata sottoposta ai partiti del centro-sinistra, nella speranza che attorno alla mia persona ed alla rete di popolo che stiamo costruendo si possa realizzare un’ampia convergenza in modo tale da sconfiggere camorra, cricche e, quindi, O’ SISTEMA. L’avventura è improba ma sento che, alla fine, VINCEREMO. Continuerò ad onorare gli impegni europei fino alla fine e qualora dovessi essere eletto non sarò più deputato al parlamento europeo, non solo perché sono contrario ai doppi incarichi (non dimenticate che io e Di Pietro siamo gli unici magistrati ad essersi dimessi dall’ordine giudiziario rinunciando a pensioni milionarie) ma anche perché questo prevede la legge. L’eventuale vittoria alle amministrative di Napoli non cambierà nulla del progetto di cambiamento politico che sto e stiamo portando avanti, io con voi. In questi due anni ho fatto e seminato tanto, in Europa e in Italia, questa è una scelta imprevista e imprevedibile, ma la missione della rivoluzione politica pacifica che ho sposato impone che, in alcuni momenti, si debbano anche fare scelte di rottura. Siamo, del resto, al regime, in Italia. A Napoli costruiremo un laboratorio politico, culturale, sociale, realizzeremo una scossa morale e di etica pubblica, creeremo una rete di rapporti che consolideranno il percorso di cambiamento politico nel Paese. Una straordinaria lotta per i diritti, una battaglia politica per Napoli, per il Sud, per l’Italia, per il mediterraneo, per l’Europa. La strada è sempre quella: giustizia sociale, uguaglianza, solidarietà, libertà. Apriremo le porte dei palazzi per far uscire il puzzo del compromesso morale e far entrare il fresco profumo di libertà! Insieme, vinceremo!!





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