Beppe Grillo e Silvio Berlusconi sono la stessa persona

Guardo e leggo con attenzione tutto ciò che Beppe Grillo fa o dice. L’ho fatto in passato e lo farò in futuro. Vorrei farmi un’idea meno inesorabile del personaggio. Vorrei tentar di capire perché, nonostante tutto, non riesca a convincere completamente nemmeno se stesso. Vorrei andare oltre la sua demagogia e il suo populismo becero per cercare di capire cosa si nasconde dietro il suo sudore e i suoi sputi. Cosa c’è oltre Grillo? La correttezza? Non credo e non lo crede nemmeno lui. Ha preteso demagogicamente di partecipare alle primarie del Pd pur sapendo che era impossibile. Ha sempre detto che non si sarebbe mai presentato perché condannato. Perché le primarie, dunque? Tanto per capirci, quelle che nemmeno il M5S possiede. Perché, nonostante il suo acume, cerca sempre e solo nemici? Son tutti cattivi? Vi ricorda per caso qualcun altro? Perché il suo tono? Perché riprendere modelli socialdemocratici quando finisci per usare termini e timbri che Max Weber ha sempre voluto scongiurare proprio con la nascita della sua creatura? Perché? Condannato per il M5S e limpido per il PD. Perché? Perché finisce per attaccare più la Puglia di Vendola che la Calabria di Scopelliti? E il Piemonte di Cota? Ha paura delle bordate di fischi? Soffre per caso di Narcisismo misto ad Egomania per cui lui è sempre nel giusto? Perché, quindi? Cosa lo rende differente da Gasparri nel modo di fare? L’essere un grandissimo artista? Non basta. E perché non parla dei suoi legami con la Telecom? Perché manda allo sbaraglio un 20enne al Comune di Milano che non può nemmeno votare al Senato? Perché il socialdemocratico scandinavo Grillo dimentica che la socialdemocrazia nasce per prevenire l’accesso dell’uomo qualunque al potere e che quindi vorrebbe prevenire la presenza nel suo movimento di personaggi alquanto discutibili e dal passato opinabile? Lo sa Grillo che i partiti nascono per uccidere il leaderismo e le storture delle democrazie che diventano dittature? Lo sa. E perché fa finta di niente nonostante l’aggravante che il farlo in un paese mafioso come l’Italia comporta? Mistero della fede. Le sue urla pregne d’arte sono l’alternativa alle urla di Cicchitto? Non credo. Poi, entrando più nel tecnico, perché il suo programma sembra il programma del Mulino Bianco, più mal scritto del programma di Forza Italia del 1994? Perché non c’è mai  una mezza copertura a quel propone? Inesperienza o incapacità? E qualora tu fossi inesperto perché pretendi di saperne più di un Chiamparino? E qualora tu fossi incapace perché vendere l’anima al diavolo e attaccare ingiustamente Vendola? Un socialdemocratico che solo lui è socialdemocratico. E’ moderno e alternativo lo scontro frontale? L’ingiuria? Ridere dell’ictus di Bossi? Nel caso andasse in parlamento, dove si posizionerebbe? Nelle tribune? Oltre? Sopra? Pronti con i sacchi a fare bunker contro gli altri gruppi parlamentari? Pura caciara sudamericana o, magari, scoprirà che essendo minoranza dovrà mediare su provvedimenti presentati dalla maggioranza e quindi scontrarsi con la cruda e amara realtà? Potremmo ritrovarci i “grillini” sorpresi del fatto che Beppe debba pur lavorare in commissione parlamentare con gli altri parlamentari. Lo Psico-Nano, Topo Gigio, Il Buco senza ciambella, e poi altri. Ne verrebbe fuori un bel clima. Da socialdemocrazia compiuta, funzionale, giusta e moderna.



di Luigi De Michele
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