Esiste il nucleare sicuro?

Non sono un esperto di nucleare. Per farmi due conti in tasca prendo le arance come Franco Franchi. Non essendo un falco mi avvalgo del metodo più elementare possibile e soprattutto più affidabile. Dopo di che mi pongo e vi pongo delle domande semplici, giusto per poter dialogare con tutti voi. Nella fattispecie mi chiedo: è l’uomo in grado di tener testa a forze più grandi di lui? Può l’uomo decidere il destino di chi dissente in nome della democrazia basata sul 50+1? Non è per caso giunto il momento che a decidere sul nucleare siano anche i paesi limitrofi a quello interessato, se non l’intera umanità? E laddove la sicurezza non fosse solo un limite del nucleare, non sarebbe il caso di iniziare a riflettere sui nostri limiti, sui limiti delle nostre tecnologie, del loro scopo e della maestosità delle forze della natura? Cosa causerebbe un terremoto di quelle proporzioni a un impianto di pannelli fotovoltaici? Cosa causerebbe agli impianti installati sugli edifici delle nostre case? Regge ancora la diceria per la quale in un rapporto qualità-prezzo il fotovoltaico e l’eolico perdano al cospetto del nucleare? E soprattutto, qualora la diceria fosse veritiera, sarebbe davvero segno di civiltà e di modernità buttarla sempre e comunque su un piano meramente economico? Può, quindi, l’uomo arrogarsi, in nome della moneta, il diritto di mettere a repentaglio la sua vita e la sua salute? E cosa ancor più importante: può egli mettersi al di sopra delle dell’intero pianeta e della natura manco fosse il suo padrone? Non occorrerebbe un passo indietro? Non occorrerebbe capire cosa si può e cosa non si può fare? E poi, cosa si deve fare e non si deve fare? Non c’è più nulla di sacro? Nemmeno la vita lo è più? E’ possibile che un mondo fondato sulla vittoria dell’idea puritana e calvinista non ponga più nessun limite a questa menzogna? Con che faccia si andrà – se si andrà – a votare al referendum? E con quale faccia il governo non fa mezzo passo indietro richiamando tutti alla saggezza e a non farsi prendere dall’EMOTIVITA’? Tifosi anche in questo caso? Beh, credo che qui si misurino realmente e definitivamente le tifoserie. Dove può arrivare la mente umana. Da qui si misura l’entità del cambiamento avvenuto nella società italiana rispetto al SUO ultimo chiaro No gridato nel padiglione auricolare del nucleare. Si misura il senno, la sensibilità, e perché no, la tanto vituperata emotività che, forgiata nella paura, permette all’uomo di non fare il passo più lungo della gamba.
di Luigi De Michele

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