La Sassata: Caro Silvio, Lampedusa è una piccola Bari


Caro Presidente Berlusconi, Le scrivo innanzitutto per complimentarmi con Lei per la solerzia del suo intervento sull’isola di Lampedusa e per la forza, la passione e l’ottimismo che attraverso le Sue parole è riuscito ad infondere in quella popolazione, così duramente provata da una condizione davvero difficile da sopportare. A tale proposito vorrei ricordarLe che circa venti anni fa, nel porto di Bari, in un caldo pomeriggio di luglio, sbarcarono a sorpresa ben ventimila albanesi. Sono barese (come Lei del resto, che è barese, lampedusano, aquilano, livornese, astigiano, cesenate ecc.) e ricordo bene quei giorni. La mia amata città diede prova di grande maturità. Si fusero, in quella occasione, un certo buonsenso degli amministratori e una commovente solidarietà della popolazione. Ora, conoscendo bene la Sua infinità bontà e sperando che essa, come alcune delle Sue celebri leggi, sia retroattiva, ho fatto un paio di calcoli e sono giunto alla conclusione che la città di Bari, per quell’accadimento, abbia maturato il diritto a: 1) un casinò con l’accento e uno senza; 2) un Nobel per la pace, uno per l’economia e uno per l’ecografia, tre premi Oscar, due telegatti e un tapiro d’oro; 3) un campo da golf, tre da baseball, una pista per lo sci di fondo e un circuito di formula uno. Per il campo da golf, visti i tagli che il Suo lungimirante governo ha imposto ai bilanci dei comuni, le buche ci sono già, e sono molto più di diciotto; 4) l’esenzione per un anno dalle tasse comunali, regionali e statali, dal biglietto del cinema e dalla mancia al posteggiatore abusivo 5) una grande campagna pubblicitaria governativa sulle bellezze di Bari (quelle gratuite, non quelle che conosce Lei, birbantello!). In questo modo, la prossima volta, tanti extracomunitari sceglieranno Bari, invece di Lampedusa. E io potrò farle un’altra lista di richieste.

di Giovanni Sasso

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