Anche Ferrara ha smesso di guardare "Qui Radio Londra"



E’ bastato che Giuliani Ferrari smettesse di guardare il proprio “programma” per far sì che raggiungesse l’ennesimo record negativo oltre il quale, ormai, dovrebbe esserci solo la riconferma. In data 27 Aprile 2011, infatti, Giuliani Ferrari ha prolungato per altri due anni, come da contratto, dopo aver permesso che la prima rete pubblica agguantasse il peggior dato di sempre in quel della prima serata: meno di 5 milioni di spettatori e il 18% di share. Traguardo giustificabile solo col fatto che, presumibilmente, possa aver dimenticato di mantenere accesi i televisori pagati dai contribuenti nella redazione de Il Foglio e del suo salone (tanta era la voglia di aggiungere una O e togliere una E).


Ferrara, con l’emivita che giunge alla fine, si è confermato l’ennesimo utile idiota della situazione. Gli hanno concesso un contratto faraonico affinché costruisse una piramide e, come se non bastasse, arginasse con la sua mole uno tsunami inevitabile: il Fujiyama al centro del nulla. E’ il solito ed ennesimo parafulmini, il padre di un agnello sacrificale posto in onorificenza sull’altare di un dio che è morto.


Ciò che fa più rabbia è che, facendo due calcoli, vien fuori che in 3 anni Rai Uno è passata dal 35% di share di Riotta al 22% di Minzolini prima e al 18% di questo soggetto dopo. La lingua biforcuta non paga. Se ne faccia una ragione.


Nemmeno ai tempi dell’Ispettore Manetta (quando l’imitazione vince sull’imitato) c’erano questi dati e, anzi, pur di non veder l’arroganza della nicotina che si annida tra gli incisivi inferiori e la cera d’api che fa un tutt’uno dei suoi capelli, mi viene una dannata voglia di tornare in fretta e furia a Tom&Jerry e Speedy Gonzales. Altri tempi, altri numeri. Altro divertimento.




di Luigi De Michele

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