Titoli stile Libero



Lo giuro sulla mascella di Belpietro, se rinasco, faccio il titolista di Libero. Prendete la prima pagina di ieri. Mentre l’alleanza tra Berlusconi e la Lega si sgretola sotto il fuoco incrociato delle ambizioni di Tremonti e delle bombe dei caccia italiani, in un quadro politico che come una matassa intricata, si ingarbuglia sempre più, rimbalzando impazzita tra i rapporti con Sarkozy, le elezioni, l’ex amico Gheddafi, le telefonate di Obama, il pressing dei responsabili, la guerra infinita Berlusconi-PM, i nuovi sbarchi a Lampedusa e il malcontento della base leghista… Ebbene, mentre accade tutto questo, la meditata analisi del quotidiano milanese partorisce, a caratteri cubitali, il seguente titolo: «Bossi, non fare il pirla». Prodigiosa sintesi di una sconfinata galassia politico diplomatica, pressata nella macchina del caffè e servita ristretta al bancone del bar del paese Italia. Da bere in cinque secondi, rutto compreso. Che meraviglia. Nell’attesa di rinascere, faccio un po’ di esercizio. Nozze reali: «William, bella trombata ieri notte eh?»; «Elisabetta, ma come cazzo ti vesti, e che è, carnevale? Se ti vede Gatto Silvestro ti mangia». Beatificazione Wojtyla: «Giusé (Ratzinger ndr), e dormi un po’ di più, c’hai due occhiaie che sembri Marilyn Manson!». Crisi libica: «Colonnello, ci hai scartavetrato le palle, dai, e basta, arrenditi, su». Migranti: «Cari negri, se non volete che vi spariamo addosso con i nostri fucili, dovete tornarvene a casa vostra, sotto le nostre bombe». Pretese di Tremonti: «Giulio! Prrrrrrr.». Polemica su manifesto Ikea: « Giovanardi, siamo nel terzo millennio, devi rispettare anche i culattoni e più in generale, tutti gli handicappati». Bene, ho finito, ora spedisco il pezzo in redazione e ci metteranno sopra il solito titolo privo di fantasia. Che noia scrivere sul Corriere.




di Giovanni Sasso



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