"Ci piace Batman, ci piace com’è"

La comunicazione politica italiana ha rimosso i suoi ultimi vent’anni di storia. Ha rotto con il passato più prossimo per scegliere di tornare ai fasti del passato remoto. Quelli del PCI, del PSI e della DC. La DC Comics.

Ha cancellato vent’anni di esperienza pubblicitaria. Li ha cancellati senza aspettare l’esito della prossima tornata elettorale, la nuova legislatura e i mutamenti che questi comporteranno. Si è fatta strumento per il cambiamento. Prima della naturale quanto inevitabile fine di un pezzo della nostra storia. Quasi a dettare il nuovo modo di far politica. Laddove la forma precede la sostanza e il metodo precede il compito da eseguire. Laddove il contenitore caratterizza le proprietà stesse del contenuto.

La comunicazione politica del Partito Democratico sta cambiando il modo di fare e intendere la politica in questo Paese e prima di tutto il suo. Come quando abbassiamo il tono della nostra voce per calmare la nostra anima o come quando rafforziamo la nostra postura per pescare autostima nei pozzi più reconditi del nostro Io. Un loop infinito, un otto capovolto di forma e sostanza. Feedback dal feedback.

La prima vera grande differenza, il primo grande steccato che divide il presente dal passato è riscontrabile nell’approccio più occidentale, moderno e democratico allo scontro con gli avversari politici.  Nella maggior coscienziosità, consapevolezza e cura del processo di contrapposizione tra ingroup e outgroup, tra buoni e cattivi, tra bene e male, tra blu e rossi, tra ‘noi’ e ‘loro’. Un processo che presenta meno rigidità. meno dogmatismo e meno faziosità. Una comunicazione che aiuta la politica e i cittadini a prendersi meno sul serio.

La comunicazione memetica del Partito Democratico ha ringiovanito e migliorato l’intera comunicazione politica italiana. Ha rotto con vent’anni di offerte ‘prendi 3, paghi 2’. Ha letteralmente dettato la linea comunicativa e strategica a tutte le altre forze politiche. L’ha resa più a misura d’uomo, più sana, meno apocalittica, meno ideologica, meno seriosa e meno ingannevole. Ha trattato con cura i sensi dell’elettorato, le sue emozioni, la sua memoria e le sue aspettative. Ha evitato la sesta aspra contrapposizione tra Guelfi e Ghibellini, passando dalla berlusconiana e dicotomica divisione floreale tra rosa rossa (il male) e rosa bianca (il bene) ad un uso più felpato, raffinato e assai più ricercato della contrapposizione. Un uso meno demagogico e meno populista. Un uso meno schizofrenico.

Questa nuova campagna memetica, pertanto, ha il merito di esaltare le capacità, il valore, le idee e le caratteristiche peculiari di Batman/Bersani senza per questo divinizzare il protagonista e demonizzare gli antagonisti. ‘Concede’ loro umanità attraverso l’uso della sottile ironia e dignità attraverso le caricature impeccabili. In un mix di supereroi, politica, sarcasmo, programmi e promesse elettorali che colpiscono nel segno con un frame potentissimo: ‘Bersani è l’unico candidato premier credibile e affidabile’.

Siamo al ‘buoni contro cattivi’ senza la necessità di scomodare la divina provvidenza. Senza dover delegittimare nel profondo gli avversari. Senza doverli chiamare nemici. Senza demonizzarli. Siamo in presenza di una nuova egemonia anche nel campo della comunicazione. La stessa comunicazione orfana per troppo tempo del suo versante sinistro. Un versante sinistro che completa, finalmente, l’offerta nostrana.

Quelli che ‘la comunicazione è roba da pubblicitari’. Quelli che ‘la comunicazione serve solo a vendere sogni irrealizzabili’. Quelli che ‘ti corrompe l’anima’. Quelli che ‘voglio dire le cose come stanno senza prendere in giro la gente’. Che ‘non è cosa di sinistra’. Che ‘è tutta finzione’. Che ‘priva la politica della sua naturalezza’. Beh, quelli che non scendevano a compromessi sono diventati egemoni anche in questo. Quando si sa cosa dire, si deve sapere come dirlo. Perché la verità non persuade da sé. E una bugia ben raccontata apre ancora molti cuori.

Luigi De Michele


Advertisements