Berlusconi ha già votato la fiducia

Berlusconi sta spacchettando. Ha deciso di scindere il Popolo della Libertà. Ultima ratio. Ha deciso di creare una nuova Forza Italia da riposizionare sulla destra estrema dello scacchiere politico e ha creato una sua succursale più centrista. Una parte punterà il populismo più becero in modo da fare caciara più liberamente, mentre l’altra dialogherà con la parte più razionale dell’elettorato. Un colpo al cerchio ed uno alla botte.
Ha deciso di governare e di fare opposizione al tempo stesso. Una scelta disperata che lascia grandi praterie al Partito Democratico. Disperata perché la scelta è tanto geniale quanto vecchiotta (vedasi il dualismo PDL-Lega Nord durante il Governo Monti) e perché obbliga Berlusconi ad occupare un’area già ampiamente occupata. Lo obbliga a mettersi all’angolo da sé proprio mentre Papa Francesco sposta l’asse della politica mondiale più a sinistra e verso progressismi risorti. Lo obbliga a perdere definitivamente il proprio aspetto egemonico e a puntare ad un proprio piccolo ma importante orticello. Un piccolo grande angolo di paradiso.
Perché Berlusconi non deve far altro che tenere botta. Non ha altre pretese fuorché quella di vivacchiare e fare i propri interessi. Perché – repetita iuvant – il suo è un elettorato pietrificato. Potrebbe persino evitare di fare campagna elettorale. Non perderebbe e non guadagnerebbe un sol voto. Il 21% del 1994 s’è ripetuto nel 2013.
Questo suo spostamento rappresenta il più grande regalo che Matteo Renzi potesse immaginare di ricevere per la sua corsa alle prossime elezioni. Il più grande assist che il PD potesse aspettarsi. Un goal a porta vuota. O un autogoal. Un errore strategico dettato dalle circostanze: dividersi pur di mantenere il potere in qualche modo. Nel momento in cui l’area cristiano-democratica è costretta a dividersi una fetta di elettorato davvero risibile e per giunta già ampiamente rappresentata da Scelta Civica e dalla destra dei democrats.
E così la strategia preparata nel dopo elezioni, il ritorno al dualismo FI-AN, la riedizione del 1994, vanno a farsi benedire. Alleanza Nazionale non c’è. Forza Italia si sposta a destra e lascia sguarnito il suo fianco sinistro. Un fianco sinistro che il suo partito-succursale non avrà mai la forza di occupare. Non c’è trippa.
Tutto ciò perché – non foss’altro che al Cavaliere interessa solo se stesso – non servirà a nulla – in termini elettorali – la responsabilità di Lupi & soci. Una falsa responsabilità che verrà ben presto smascherata. Visto e considerato che il gruppo CL non romperà mai con il suo unico rappresentante e, semmai, cercherà di mantenerlo in vita attraverso il proprio peso parlamentare. Laddove non conta la quantità ma la qualità. Il numero dei parlamentari. In quanto CL appoggerà Letta con ricatti, obblighi e proibizioni fino al suo ultimo giorno di vita. Sarà la mano di Berlusconi. Shiva.
Detto ciò, il Partito Democratico crede per davvero che questa pantomima non verrà fuori? Crede per davvero che l’elettore democratico indeciso non s’indignerà dinnanzi a cotanta menzogna? Ignora per caso il fatto che son pronte ad uscire vagonate di elettori qualora non riuscisse a fare chiarezza su data questione? No? Faccia chiarezza e i suoi elettori lo premieranno.


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