La mozione spartana

Vent’anni di democrazia.
Vent’anni di democrazia non c’hanno insegnato nulla: Occhetto aveva ragione. Arrivare secondi brucia più che arrivare terzi. Dobbiamo riflettere su quanto accaduto, sul tradimento dei 101, sulla tragica tornata elettorale appena conclusasi, consapevoli del fatto che se non comprenderemo le ragioni della nostra sconfitta non saremmo quello che siamo. I soliti comunisti del cazzo.
La pancia dell’elettorato ha parlato chiaro: ha fame. Ma purtroppo per loro abbiamo già mangiato il mangiabile. Non pretenderanno mica che rigurgitiamo tutto quanto? Quasi quasi ci fanno pena. Che la scontassero al posto nostro.
I nostri, poi, non ci votano più nemmeno loro, credono di aver perso anche quando vinciamo. Cosa dovremmo fare dopo aver vinto a Catania? Strappare Salt Lake City ai repubblicani?
Stanno messi peggio di noi. Tutti a parlare di berlusconismo senza tener conto dei danni causati dall’antiberlusconismo. Dove lo troviamo un altro così? Un altro che ci faccia vincere tre volte le elezioni? Qua ci torna la Democrazia Cristiana, mettono in piedi un Governo l’anno per cinquant’anni, comandano tutti e nessuno, e non sappiamo più chi odiare. Ci tolgono il pane di bocca. E le brioches non si toccano mica.
La strategia dell’apparato è chiara: imporre una nuova stagione politica caratterizzata da quella che noi amiamo definire ‘democrazia da cabina balneare’. Pretendi le ferie e poi non voti ad Agosto? Tieniti quel socialdemocratico di Marchionne.
Mobiliteremo l’Esercito del Surf, Massimo Ciavarro, e Gerry Calà a Cala Corvino. Dovranno esserci solo i nostri. Perché se Stalin non ti vede, Dio è ipermetrope. Quindi, dite a vostra moglie di coprirsi ben bene. Non lo vedete che Papa Francesco è comunista?
È in atto un profondo cambiamento antropologico. I lavoratori rappresentano pressoché la metà della popolazione e l’altra metà siamo noi. I pensionati non sanno nemmeno loro come hanno fatto ad arrivare a prendere quei quattro soldi che siamo costretti dare loro, mentre riempiamo le nostre donne di benzodiazepine perché per loro non c’è lavoro manco volendo pagarle le prestazioni lavorative di tasca nostra. Che impegno che ci siam presi! Chi ce lo fa fare? La gente non arriva a fine mese. E non si tratta mica della tipica forma di impotenza da quarta settimana.
Ci aspettano con i forconi. Gli stessi che usavamo a tavola. Tocca darci una regolata, un altro mese di campagna elettorale e avremmo preso gli stessi voti di Gianfranco Fini.
Il 25 Febbraio ci ha consegnato un quesito chiarissimo: il partito gira intorno alla terra o è la terra che gira intorno al partito? E poi, la terra è piatta oppure i piatti sono di terracotta? Come si pone il Partito Democratico di fronte a suddetto quesito? È piatto anch’esso? Siamo diventati per caso lo strumento di chi oggigiorno mangia impunemente a piene mani?
Amiche e amici, compagne e compagni, ma lo sentiamo ancora il nostro elettorato, il suo dolore? Dov’è finito il nostro cuore. E se a Fassino fosse venuta una ptosi?
È giunto il momento di decidere da che parte stare. E se le circostanze ce lo imporranno, dialogheremo anche con Molinari. Faremo di tutto pur di salvare la poltrona. Firmeremo carte false, venderemo cara la pelle, espugneremo Pavia.
Noi, che crediamo nella libertà individuale tanto quanto nella società. Noi, proprio noi, non vestiremo tutti uguali, e imporremo dazi doganali più pesanti nei confronti di H&M, vi lasceremo liberi di pagare le vostre bollette senza impegno e abbatteremo una burocrazia che rasenta il Politburo. Faremo questo ed altro. Perché non siamo e non saremo mai come loro: non faremo abbeverare i nostri cavalli nelle acquasantiere. Gaucci non è di Serie A. Sta bene dove sta. E Varenne c’ha la sua età.
Dite loro che è finita la pacchia. Verremo a prenderli stasera da lassù con una Torpedo Blu. È giunto il giorno della riscossa. Abbiamo sempre fatto il possibile, e per i miracoli, questa volta, abbiamo contattato nientepopodimeno che Alì Agca.
Perché noi democratici siamo per la giustizia sociale, per un welfare migliore, per la tutela dei diritti dei lavoratori, dei disoccupati e degli studenti. Non intendiamo continuare a fagocitare oltremodo la morbosa voglia tutta italiana di mescolare la sfera pubblica con quella privata. Per noi la morale della favola è sempre la stessa: la morale dentro di me e per quanto riguarda Ruby ‘Meno male che Silvio c’è’.
Non sappiam che farcene dei gossip, della vuota descrizione della vita del principale esponente dello schieramento a noi avverso: Silvio Berlusconi. Abbiamo già dato disposizioni ad Erich Honecker di provvedere. Contiamo su metodi oltremodo persuasivi e non vorremmo che la gente venisse a conoscenza della vera natura del suo rapporto con Leonid Breznev.
La sinistra è passione. Non ci fossimo noi, stareste costruendo le piramidi.
Abbiamo contribuito alla liberazione dei più deboli, alla emancipazione della razza umana. Abbiamo realizzato il più grande tra i sogni degli italiani: quello di Aldo Moro e di Enrico Berlinguer. Uomini veri che hanno rischiato o addirittura perso la vita affinché intraprendessimo questo viaggio. Cosa ne potrà mai sapere Renzi di cosa è significato per noi democratici ricucire le ferite di un Paese devastato dalla mafia e da una destra eversiva? Sa per caso cosa significa fare politica per trent’anni avendo tutti i mezzi d’informazione contro? Non lo saprà mai. Non lo sa perché sono già saliti tutti sul suo carro.
È un doroteo, il braccio destro di Rumor, un Andreotti scemo che ha già subito una condanna, il nuovo Bettino Craxi nato per distruggere il centrosinistra italiano, per dividere la nostra gente, per mandarla a lavorare una volta per tutte. Non c’è riuscito Berlusconi in persona, figuriamoci lui.
Civati, poi. Civati è un hobbit, un hobbit travestito da politico. Roba da ‘Signore degli Anelli’. Ogni qualvolta pigi sulla sua mano, esclama ‘Rodotà’. E Penati lo ha rimosso? Pippo, dacci retta: se la politica fosse una questione anagrafica avremmo ancora l’apartheid in Sud Africa.
Noi, i bulli e i fighetti, non li vogliamo nemmeno nelle sezioni. Figuriamoci alla guida del partito o del Paese. Sentiamo la necessità di mettere al centro della discussione i problemi reali della nostra cara Italia. Non i loro. Che vadano da un valido psicoterapeuta e curino il loro stile di attaccamento. La loro mania di protagonismo è voglia insoddisfatta di sembrare belli e bravi agli occhi dei loro genitori. E, purtroppo per loro due, gli italiani non ne fanno più di figli.
Il Partito Democratico ha l’esigenza di avviare un percorso che porti alla reciproca legittimazione delle sue due anime, un cammino fatto di battaglie condivise tanto per la tutela della giustizia sociale quanto per la difesa dei diritti dell’essere umano. Necessita di più visione e meno visibilità. Gianni Cuperlo è l’unico politico democratico in grado di assicurare e rappresentare questo cammino, l’unico uomo in grado di tenere unito il partito, di mantener in vita la sinistra, di leggere nelle pieghe del passato, le viscere del presente, per capire ciò che accadrà in futuro. Votatelo. Vi preghiamo. Con tutto l’amore di un’eggregora. Altrimenti quello non la smette di calarsi allucinogeni, e ce lo teniamo su quel po’ di coscienza che ci è rimasto.
“La libertà è partecipazione, uno spazio libero, e il viaggio da psilocibina anatolica t’aiuta a colmarlo.  Dai campi del Tennessee ai TSO da Tennent’s ed LSD”.
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