La sinistra deve spacchettare








Nulla è per caso.

Sono sempre gli stessi. Gli stessi politici da 20 anni. Gli stessi politici, eccezion fatta per Bersani, Vendola, D’Alema, Boldrini, Bindi, Prodi, Marini, etc. Roba che ti stanchi ad elencarli. 

E, a torto o a ragione, li hanno fatti fuori tutti o hanno minato irrimediabilmente la loro credibilità. Hanno ammazzato la sinistra. Tutti i più importanti esponenti, mentre Bossi si è addirittura ricandidato alla Segreteria della Lega Nord, Berlusconi è nuovamente a capo di Forza Italia, La Russa milita in una nuova Alleanza Nazionale, Casini è padrone dell’UDC e gli uomini di Comunione & Liberazione hanno ancora il copyright della parola ‘Moderato’.

Ci hanno costretti al parricidio perché erano proprio loro gli stessi a dirci – magnanimante – che solo così avremmo vinto. Come l’amante di nostra madre che ci costringe ad ammazzare nostro padre perché solo così potremmo avere un padre vero.

Poi sei lì tutto assonnacchiato, che gli altri si svegliano, e iniziano a dire ‘Toh, guarda: le persone che hanno votato Renzi son le stesse che votavano Bersani, i voti li ha presi solo nelle regioni rosse già nelle nostre mani, Renzi ha portato ai seggi meno persone rispetto a tutte le altre Primarie passate nonostante sia la punta di diamante che aspettavamo, e non ha saputo mobilitare minimamente i giovani – al pari di Bersani, l’anticomunicatore che c’ha fatto perdere le elezioni come Occhetto – eccezion fatta per i tesserati’.

Nel mio piccolo continuo sonnacchioso ché tanto qua il PD ormai è un partito di esperti di comunicazione e marketing più che politico, convinti come sono che per vincere basti un ottimo comunicatore, che comunicare significhi intrattenere, che comunicazione sia sinonimo di Berlusconi. Tutte cose ripetute ossessivamente guarda caso da Mediaset e da Silvio Berlusconi. Perché non va più di moda leggere libri, informarsi, parlarne con un esperto. Giusto per capire come funziona.

Niente, spero soltanto che non abbiano intenzione di andare a votare con il Mattarellum, presentandosi più o meno con lo stesso assetto delle ultime Elezioni Politiche ché Scelta Civica non basta e forse non serve. Con il Mattarellum ci sarà bisogno di spacchettare, presentare più partiti, parlare a più persone con più linguaggi, partendo da una scissione interna al PD che punti a mantenere la parte Liberal nella famiglia dei Democratici Europei del S&D o nell’ALDE, ed una parte Social che permetta al Paese e al centrosinistra di reinserirsi nel PSE, ampliando l’offerta e contrastando con più voci ciò che una voce sola non può esprimere. Rischieremmo per l’ennesima volta un partito scisso, litigioso, senza una unica missione o una unica visione da offrire all’elettorato. Che non ti faccia mai capire da che parte sta. Il solito partito dissociato. Un po’ di là, un po di qua. Un partito costretto a fare i salti mortali per piacere al tempo stesso ai suoi elettori di centro, a quelli di sinistra, agli elettori moderati, agli elettori grillini, agli elettori di destra.

Che poi, andando di dissertazioni, tra il serio e il faceto, ho dimenticato di dire che credo sia giunto il tempo di colmare la più grande lacuna interna alla storia del nostro Paese e della nostra politica. La mancanza di due partiti – capaci di superare l’1% – che rappresentino i due più grandi Pensieri della storia dell’Umanità: quello liberale e quello socialista. 

Ah, se solo riuscissimo a portare a casa il doppio turno, avremmo un PD solido. E poi? E poi, non basterebbe comunque. Non risolveremmo la natura dissociativa del partito. 

Quindi: se solo riuscissimo a diventare un paese serio, partendo col fare le cose semplici, e giungendo, poi, alle cose complesse. Ché non bastano mica quelle poche conquiste referendarie che hanno contraddistinto i decenni passati per rendere l’Italia un vero Paese occidentale con una democrazia matura figlia di quelle bisognose quanto fondamentali battaglie politiche per i diritti civili e per la giustizia sociale. Servono battaglie condivise per ottenere un partito dai valori condivisi. Un Paese dai valori condiviso. Qua il pensiero magico non basta più. C’è un Italia che sta morendo.


Editoriale di Luigi De Michele



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