La Russia stabilizzerà il Medio Oriente

1. Dalla drammatica situazione mediorientale sta emergendo qualcosa che non potrà far altro che bene a tutta l’Area ed al Mondo intero: la presenza storica in Siria della Russia e, quindi, di Cina, Libano ed Iran. Questo fattore da Guerra Fredda ha portato i Paesi Nato ed i Paesi della Lega Araba ad abbassare le pretese di espansione territoriale ed influenza politico-economico-religiosa nei Paesi a maggioranza sciita come la Siria, l’Iraq o lo Yemen. In una sorta di equilibrio bellico oltre il quale non è possibile andare.

2. La mossa di Putin di intervenire in Siria non è assolutamente un atto di beneficenza quanto di protezione dei propri interessi in terra mediorientale. Il Presidente Russo ha colto saggiamente al volo l’opportunità di inserirsi in una guerra impossibile da vincere da parte degli Stati Uniti – creatori essi stessi dell’ISIS assieme ai Paesi Sunniti – ed abbastanza semplice da chiudere da parte di un esercito ben equipaggiato come quello russo. A fronte di un spauracchio come quello dello Stato Islamico tutt’altro che irresistibile. Putin ha tolto le castagne dal fuoco ad Obama ed ai Democrats in quanto la creazione di ISIS, Al Qaeda, Daesh, è fatto antico e vede come responsabili i Servizi Segreti Deviati Statunitensi di matrice Repubblicana. Purtroppo per gli Stati Uniti questa gatta da pelare è talmente grande da non poter essere risolta a breve in quanto il rinnovamento dei vertici della CIA abbisogna di ricambio generazionale. È per questo motivo che Kerry e Lavrov lavorano assieme assiduamente. Non una collaborazione amichevole, ma una collaborazione tesa a migliorare la politica interna di entrambi i Paesi. Obama evita migliaia di morti in campagna elettorale e Putin porta a casa la sua vittoria in funzione della sua prossima. All’interno di queste dinamiche si intersecano fattori di apicale importanza: 1. L’obiettivo comune di togliere potere geopolitico alla Turchia nell’Area, in quanto per Erdogan passa tutto o quasi tutto il gas russo che riscalda gli inverni europei; 2. Secondo obiettivo comune è il depotenziamento dei Paesi Sunniti concorrenti della Russia nel rifornimento del Gas al Vecchio Continente; 3. Far sì che la Siria torni a giocare un ruolo decisivo per gli stessi motivi; 4. Far sì che l’Iran rimpiazzi Emirati Arabi Uniti, Qatar, etc, nella produzione delle solite materie prime;

3. L’intesa russo-americana potrà dare i suoi frutti soltanto con la vittoria di Clinton e di Putin alle prossime Presidenziali. La strategia prevede l’annichilimento dei governanti dei Paesi a maggioranza Sunnita e di Israele. Un asse, questo, creato dal GOP negli anni ’80 e, per molti anni, vincente e dominante in tutto il quadro mediorientale. Sulla stessa lunghezza d’onda va il ‘lavoro’ effettuato in Egitto e, seppur con molte più difficoltà, in Libia. Russia e Democrats attendono al varco Erdogan, Netanyahu ed i Saud. Erdogan non potrà continuare a strumentalizzare la sua appartenenza alla Nato, Netanyahu non potrà continuare a ricevere ogni anno dagli Usa 50 miliardi di dollari per poi usarli contro le amministrazioni DEM, i Saud, famiglia sconfitta da Maometto in quanto pagana, e successivamente convertitasi all’Islam, hanno un potere molto più grande rispetto ai due succitati, ma un’eventuale isolamento da parte di un futuribile Medio Oriente a trazione Sciita con Libano, Siria, Iraq ed Iran in testa, potrebbe perlomeno tagliare le gambe alle loro mire espansionistiche e causare, come già predetto dagli economisti sauditi, una bancarotta pilotata che potrebbe avere ripercussioni sulla politica interna Saudita e sui mercati finanziari mondiali dagli scenari assolutamente imprevedibili.

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