Renzi sale, ma l’affluenza crolla

Sposo totalmente la filosofia della, molto probabilmente, più capace sondaggista italiana, che risponde al nome di Alessandra Ghisleri. La direttrice di Euromedia, infatti, sostiene come l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi corra il rischio di non superare il 50% qualora l’affluenza delle prossime Primarie del Partito Democratico fosse importante come di consueto. Per quanto mi riguarda, questa soglia è situata a 2,5 milioni di voti.

Cionondimeno ella sostiene che qualora i due sfidanti innescassero una strategia di comunicazione atta a ripercorrere il lavoro compiuto dal fronte referendario del No, e riuscissero a polarizzare in maniera estrema le reciproche posizioni, nonché quelle degli ingroup di riferimento, potrebbero impedire al Segretario uscente di riconfermarsi.

E la strategia messa in atto dal finora impeccabile Michele Anzaldi parte proprio da questi presupposti: a fronte del rischio di overflowing da parte di Matteo Renzi, egli preferisce che il suo assistito mantenga un basso profilo, con lo scopo di addormentare l’elettorato e, quindi, l’affluenza. Michele Anzaldi, cosiccome coscientemente lo stesso Renzi, sa che il vento in poppa è diventato calma piatta e che basterebbe un non nulla per invogliare l’elettorato a votargli impietosamente contro.

A partire da queste considerazioni, l’unico dei due sfidanti che sembra poter contribuire massicciamente in questa impresa è Michele Emiliano. Il Governatore della Regione Puglia, non a caso, è tra i tre competitors l’unico ad avere grandi margini di manovra all’interno della ‘diatriba’ politica: 1. Non essendo parlamentare non ha votato alcun provvedimento inviso all’elettore disaffezionato; 2. Dialoga senza problemi con un elettorato molto eterogeneo; 3. Ha superato brillantemente – a dispetto di quanto si possa pensare – la tagliola del voto dei Circoli, diventando l’unico politico del Partito Democratico a riuscirci pur non sedendo in Parlamento; 4. C’è riuscito pur non avendo a disposizione tempo e modo per intavolare una benché minima campagna di tesseramento in proprio favore; 5. Ed, a differenza dell’attuale leader di Possibile, c’è riuscito senza il sostegno di una corrente. Assolutamente roba non da poco.

Ecco perché il pallino passa ora nelle mani dell’ex Sindaco di Bari e del suo staff, chiamati a polarizzare in maniera estrema ed a ’stanare’ l’arroccato Matteo Renzi. Gli uomini di Michele Emiliano, ora, va detto, hanno davanti a loro pochissimo tempo per infuocare il dibattito politico e, come si dice in gergo, far sciogliere i ghiacci che danno vita al fiume-Renzi fino a farlo a esondare nuovamente.

Ciò asserito, la bussola che deve indicare la loro impervia strada, deve esser proprio quella dei 2,5 milioni di lettori, in quanto è proprio e solo col raggiungimento di tale affluenza che Matteo Renzi potrebbe non farcela a confermarsi.

A questo proposito, per l’occasione, ho messo in piedi due differenti studi: uno che affonda le radici sulle stime di Alessandra Ghisleri e che, a partire da queste, ho potuto lavorare con, Dati Istat, Audiweb (sesso, età, macro-area), Storico, Sondaggi, Google Trends, ed un secondo, con due differenti affluenze, a partire dal mio precedente studio che, considerata la corroborazione fornita da parte degli ultimi sondaggi pubblicati in queste ore, continuerò a riproporre quale base di partenza personale per una questione prettamente sperimentale.

Quanto alla metodologia, nello specifico, ho studiato i risultati della precedente tornata interna al Partito Democratico e, nella fattispecie, quelli di Matteo Renzi, per predire il risultato elettorale dei tre candidati e quella che sarà la prossima affluenza. Per riuscirci ho fotografato i grafici presenti su Google Trend in data 8 Dicembre 2013 ed ho assegnato al picco di ricerche raggiunto da Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati, l’affluenza raggiunta in quella occasione. A partire da suddetta istantanea, ne ho scattato una seconda (27/3 – 31-3), ed ho elaborato, in rapporto, l’affluenza in data 1 Aprile oltreché il trend che porterà a quella definitiva del 30.

Per quel che riguarda, piuttosto, la codifica dei dati Google Trend, mi son munito innanzitutto di dati ISTAT in grado di fornirmi, tra i tanti, la cosiddetta piramide delle età in Italia. In seguito ho fatto ricorso ai dati Audiweb, per ricevere indicazioni circa l’accesso alla rete da parte della popolazione italiana per sesso, fasce d’età, aree geografiche. Ho, in seguito, fatto ricorso a studi noti, nonché ai miei, circa la composizione degli elettorati, non prima di aver effettuato una media.

Ho, in questo modo, ricostruito il peso elettorale e l’affluenza che ha caratterizzato, che caratterizza attualmente e che caratterizzerà (una stima a 2 milioni ed una a 2,5) tra meno di un mese l’ex Sindaco di Firenze e, da qui, ovviamente, anche Andrea Orlando e Michele Emiliano. Un lavoro complesso uguale a quello di pochi giorni fa, quindi, ma con metodologia differente perché differente è la contingenza.

Di seguito, le consuete infografiche, regione per regione, e per macro-aree, alla base delle tre differenti stime ed affluenze. L’ultima, la terza, è dettata, per la prima volta, dagli studi da sempre impeccabili e puntuali di Euromedia.

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