Sicilia 2017: Musumeci al 50%, Fava, Cancelleri e Micari in un fazzoletto

20/09/2017 – The Political Analyzer

Gli ultimi dati Google Trend.

Il risultato delle Regionali 2015.

 

Totale affluenza: 47,5%

 

La vittoria di Nello Musumeci dà il via alla campagna elettorale per le Elezioni Politiche del Febbraio del 2018. Infatti, il risultato è talmente roboante che per Silvio Berlusconi non ci saranno titubanze circa la composizione della sua Coalizione. Berlusconi, alla luce della disfatta di Alternativa Popolare, potrebbe tranquillamente fare a meno dello spacchettamento utilizzato per sostenere gli Esecutivi Renzi-Gentiloni, prevenire i mal di pancia interni alla compagine, senza il bisogno deleterio di allungare una coperta che già alla perfezione compie il proprio dovere.

Naturalmente, ad Alfano e Schifani conviene ritornare all’ovile e spendere le proprie energie politiche all’interno di Forza Italia perché, con qualsiasi Legge Elettorale, essi son destinati alla inconsistenza. Una inconsistenza tale da rendere inutile un’eventuale soccorso nei confronti di Nello Musumeci, considerata l’assenza del pericolo ‘Anatra zoppa’. Si può ben dire che il Laboratorio Siciliano ha riordinato la forze in campo, facendo in modo che l’ex elettorato del Movimento per le Autonomie, passato in massa nel 2012 nelle file del Movimento Cinque Stelle, causando un’emorragia di voti all’interno dello spettro della destra conservatrice già dilaniato da Sé, tornasse a casa.

Piuttosto, considerato il risultato catastrofico del Partito Democratico, vien da pensare che se ci fosse la possibilità dal punto di vista Parlamentare, sarebbe il caso di rispolverare la discussione in tema di Legge Elettorale e, nella fattispecie, una Legge che preveda un premio di maggioranza per le Coalizioni che superino il 40% ed una soglia di sbarramento per quelle forze politiche incapaci di superare il 3%. Insomma, una riedizione del Mattarellum che, a mio modesto parere, potrebbe essere usato in qualità di verga sul Movimento Cinque Stelle, giunti nel momento in cui, la strategia tanto cara ai Casaleggio, fatta di ambivalenza e schizofrenia politica, consegna, oggi, parte del Sé del Movimento alle due coalizioni concorrenti.

Nello specifico, poi, dovrebbe essere compito del Segretario del Partito Democratico Matteo Renzi constatare la debolezza del proprio partito in quelle zone nelle quali la crescita del PIL non si sente assolutamente né tantomeno la crescita della occupazione. Matteo Renzi dovrebbe aprire a nuove Primarie di Coalizione che sprigionino nuove energie ed idee in grado di poter contrastare l’avanzata di una nuova destra più populista e demagoga che mai.

Quanto a Claudio Fava, egli dovrebbe, a nome di Articolo 1, avviare una nuova fase politica scevra dai tatticismi nella quale l’ha ficcata Giuliano Pisapia, evidentemente non affatto convinto dal progetto in divenire e, magari, pauroso di una, l’ennesima, debacle della sinistra socialdemocratica. Fin d’ora dovrà essere compito di Articolo 1 di cercare una personalità carismatica e competente in gradi di rappresentare l’intera lista.

Metodologia

In questa occasione, ho lavorato sulle stime di Demopolis, Piepoli ed Euromedia per la comprensione del Regionale e su quelle di IPSOS ed Index per la comprensione del Nazionale ed, a partire da queste, ho lavorato alacremente con Dati Istat, Audiweb (sesso, età, macro-area), Storico, Sondaggi, Google Trends.

Nello specifico, ho studiato i risultati della precedente tornata interna al Partito Democratico e, nella fattispecie, quelli di Nello Musumeci, Giancarlo Cancelleri e Claudio Fava, per predire il risultato elettorale dei tre candidati nonché la prossima affluenza. Per riuscirci ho fotografato i grafici presenti su Google Trend in data 5 Settembe 2012 ed ho assegnato al picco di ricerche raggiunto da Nello Musumeci, Giancarlo Cancelleri e Claudio Fava, l’affluenza raggiunta in quella occasione. A partire da suddetta istantanea, ne ho scattato una seconda, ed ho elaborato, in rapporto, l’affluenza in data 5 Settembre oltreché il trend che porterà a quella definitiva del 5 Novembre.

Per quel che riguarda, piuttosto, la codifica dei dati Google Trend, mi son munito innanzitutto di dati ISTAT in grado di fornirmi, tra i tanti, la cosiddetta piramide delle età in Italia. In seguito ho fatto ricorso ai dati Audiweb, per ricevere indicazioni circa l’accesso alla rete da parte della popolazione italiana per sesso, fasce d’età, aree geografiche. Ho, in seguito, fatto ricorso a studi noti, nonché ai miei, circa la composizione degli elettorati, non prima di aver effettuato una media.

Ho, in questo modo, ricostruito il peso elettorale e l’affluenza che ha caratterizzato, che caratterizza attualmente e che caratterizzerà tra meno di due mesi i tre candidati e, da qui, ovviamente, anche Fabrizio Micari.

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