La fine del pensiero unico

Germany’s Chancellor Angela Merkel and European Parliament President Martin Schulz (R) attend a European Union leaders summit in Brussels December 19, 2013. Early on Thursday morning, finance ministers from across the bloc sealed a broad agreement on this final element of banking union. European leaders, who will gather in Brussels later in the day, will sign off on it and the final touches will be made in negotiations with the European Parliament next year. REUTERS/Francois Lenoir (BELGIUM – Tags: POLITICS)

La sconfitta della Christlich Demokratische Union Deutschlands di Angela Merkel e della Sozialdemokratische Partei Deutschlands di Martin Schulz in Germania potrebbe essere l’inizio della fine del pensiero unico in Occidente. Con il deterioramento del concetto di Große Koalition, con l’insuccesso delle sue politiche-economiche, con l’incapacità di governare i processi politici e geopolitici su scala locale e globale, potrebbe essersi esaurita la spinta propulsiva che portò 10 anni orsono le Forze Politiche d’Occidente ad impugnare il concetto di responsabilità. 10 anni dopo l’inizio della Grande Crisi Economica, della quale solo a stento riusciamo a vedere la fine, il cittadino sembra essersi disilluso e perso la tendenza, quasi maniacale, a fare l’Uno. Laddove per Uno v’è il concetto tutto lacaniano di propensione umana a cercare il bene nella fusione delle cose, di se stesso con l’Altro.

Labour Party leadership candidate Jeremy Corbyn attends a public Question and Answer session in Colchester, east of London on September 2, 2015. AFP PHOTO / JUSTIN TALLIS (Photo credit should read JUSTIN TALLIS/AFP/Getty Images)

La sconfitta dell’asse CDU/SPD è sì la sconfitta delle Larghe Intese ma è, al contempo, e soprattutto, la sconfitta dell’idea che le ideologie siano superate. Infatti, sempre più di frequente, nelle ultime Tornate Elettorali, pare emergere dai loro verdetti, un ritorno al passato post-bellico, ed un rifiuto della semplificazione liberista. Dagli eccellenti risultati del Labour Party di Jeremy Corbyn in Gran Bretagna negli attuali sondaggi (Yougov: CON: 40%, LAB 44%), passando per quelli non meno importanti del Conservative Party di Theresa May alle Elezioni Politiche, che han sancito la rinascita del dualismo destra-sinistra, è possibile captare la tendenza ad una rinnovata dicotomia politica.

epa05863494 Candidate for the 2017 French presidential elections for the ‘Les Republicains’ politial party, Francois Fillon, delivers a speech at a Mayors’ Association of France (AMF) event gathering all the candidates for the upcoming election, held at Maison de la Radio in Paris, France, 22 March 2017. French presidential elections are planned for 23 April and 07 May 2017. EPA/IAN LANGSDON

La fase avviatasi dapprima in Gran Bretagna, e poco dopo in Germania, sta espandendo la propria portata in tutta Europa. In Francia, infatti, alle poco note Senatoriali, grande è stato il successo dei Les Republicains e da non sottovalutare la ritrovata verve del Partì Socialiste, solo pochi mesi fa sotto il 10%. In Italia, invece, si lavora sottotraccia per una legge elettorale che tenga conto proprio di questa nuova stagione e inciti alla creazione di Coalizioni Politico-Elettorali con il benestare di entrambe le due grandi famiglie politiche.

European Commission President Jean-Claude Juncker attends a debate on the priorities of the incoming Malta Presidency of the EU for the next six months at the European Parliament in Strasbourg, France, January 18, 2017. REUTERS/Christian Hartmann

Uscire dal pensiero unico significa porre fine allo stallo nel quale è finito il processo di Unificazione Europea. Nella fattispecie, esso ha, difatti, costretto la nostra area a politiche economiche frutto del compromesso impossibile tra ideologie differenti e rallentato la velocità di intervento in economia cosiccome in politica estera.

La causa dell’empasse nella quale si ritrova la Unione Europea è da ricercare Oltreoceano: è, difatti, interesse della più grande élite finanziaria al Mondo, mantenere lo status acquisito con la ultima Grande Crisi attraverso la logica del Dividi et Impera. Questo perché anche, e soprattutto, gli Stati Uniti d’America, hanno subito la medesima dittatura ideologica e, soprattutto negli States, s’è sentita la mancanza della sana contrapposizione politica tra Democratic Party e Republican Party, nostalgia sfociata nella quasi vittoria alle Primarie Dem del Senatore Socialista del Vermont Bernie Sanders e con la vittoria del magnate newyorchese Repubblicano Donald Trump. Colori i quali vengono quotidianamente definiti politici di rottura, altro non sono che veri politici espressione della politica novecentesca e, quindi, rappresentanti di pensieri compositi, frutto di tradizioni politiche che posseggono una loro storia ben precisa.

Non ci si pensa e, magari, si tende ad attribuire le nostre mancanze a colpe sottaciute degli USA, magari, portate a termine attraverso l’attività oscura della Central Intelligence Agency e del National Security Agency, ma a determinare la proliferazione del neoliberismo ha contribuito apertamente la chiamata alle armi da parte degli establishment DEM e GOP, che ha dato vita 10 anni fa circa al monocolore Neocon (Bushes e Clintonites), e che ancora oggi egemonizza il Congresso degli Stati Uniti d’America e tende, in maniera trasversale, a governare nonostante cambino i Presidenti.

E non è un caso che, se a governare oggi, in Europa, siano Forze Politiche apparentate a quelle costituenti questo monocolore, è anche vero che le Forze Politiche emergenti da questa parte dell’Oceano stiano traendo ispirazione proprio da quei politici (Trump e Sanders), e quei movimenti interni agli stessi Partiti Politici (Tea Party e Justice Democrats) dai quali provengono i Neocon.

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