Renzi è un morto che cammina e non è uno zombie

Ettore Rosato during Meeting Confindustria, at Auditorium in Rome on May 26, 2016 (Photo by Silvia Lore/NurPhoto via Getty Images)

Quella a cui stiamo assistendo all’interno del campo progressista italiano è un’autentica vergogna. E la colpa è, soprattutto e non solo, di Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, e famigliari annessi. Perché con un pizzico di buon volontà si sarebbe potuto dar vita ad una Legge Elettorale decente, con uno sbarramento al 3% ed un premio di maggioranza del 40% alla Coalizione. Se non, addirittura, un ritorno al tanto vituperato Mattarellum che, con la forza dei 2/3 di maggioritario su base uninominale da assegnare, avrebbe potuto regalare al Paese un Governo stabile. Ma manca la voglia, manca una visione politica, la parte ideologica che la spinge. Perché, nei fatti, gente come Carrai non potrebbe assolutamente condividere un Esecutivo di Governo con Marco Rizzo.

Al Giglio Magico, la setta dei quattro provinciali toscani che, parafrasando Toto Cutugno, vanno a cercare fortuna in America un paio di volte al mese: chi nel sogno della Maat di Barack Obama, chi in quello della Three Eyes dei Clintonites e dei Bushes, interessa esclusivamente mettersi in regola e mettere in regola Banca Etruria (che, attualmente, non fa parte di UBI Banca) e Monte dei Paschi di Siena, magari con l’intervento salvifico di JP Morgan, nonché primo aficionados dei 5 Stelle. Insomma, il Partito Democratico, e duole a quel che rimane del mio cuore dirlo, è nella merda fino al collo, e gli hanno pure mozzato la testa. Sì, perché, dopo aver firmato carte false pur di egemonizzare il Partito, e dopo aver stravinto le Elezioni Europee del 2014, piuttosto che agire nell’interesse del sistema bancario della nostra Unione, si è preferito agire, strizzando il terzo occhio agli States che, come si suol dire dalle mie parti ’stanno con una mano avanti e l’altra dietro’ (sono in serie difficoltà).

Ecco perché le Larghe Intese permettono l’approvazione di provvedimenti notoriamente invisi alla cittadinanza ma, il Rosatellum è così talmente goffo che mette a serio repentaglio una qualsivoglia coalizione tra due dei tre poli presenti nell’Arco Parlamentare. Tant’è che pare che ad essere determinante sia in caso di intesa PD-FI e PD-5Stelle sarà il quarto mini-polo.: la sinistra. Proprio la sinistra, quella dei Bersani, dei D’Alema si sta lasciando sfuggire un occasione storica: anteponendo la voglia di entrare nel prossimo Parlamento alle sorti del socialismo italiano che, mai come ora, potrebbero essere decisive. Quelli della Ditta sono morti che camminano, e non sono zombie. Proprio come Renzi. Proprio come quel che rimane del Partito Democratico. Presi narcisisticamente a copiare pedissequamente la parte più moderata delle proposte politiche di Jeremy Corbyn, Bernie Sanders e Jean-Luc Mélénchon. D’Alema, nella fattispecie, altro non è che un interceptor: un intercettattore delle novità politiche provenienti da Oltremanica e dall’altra parte dell’Atlantico, vuoto come il palazzo che si nasconde dietro la facciata del suo saloon da far-west.

FRANCIA UE:STR002. ESTRASBURGO (FRANCIA), 01/02/2016.- El presidente del Banco Central Europeo (BCE), Mario Draghi, participa en el debate del informe anual de la entidad de 2014, en el Parlamento Europeo de Estrasburgo, Francia, el 1 de febrero del 2016. EFE/Patrick Seeger

V’hanno fatto passare l’idea che – a fronte dello scenario tripolare – non vi fosse alternativa ma, la verità, se di verità è concesso parlare, è che esistono al Mondo sittanti Sistemi Elettorali in grado di consegnare ugualmente maggioranze parlamentari e che, tutt’oggi, il bacino potenziale dal quale attinge la coalizione di centrosinistra, è egemone nel Paese, e le ultime Elezioni Amministrative lo dimostrano. Ora ci si chiederà come mai non si spinge per una coalizione progressista? Presto detto: 1. Allargare troppo la colazione potrebbe significare – in questo caso per Matteo Renzi – perdere la possibilità di rappresentare il 50%+1 dei voti interni alla coalizione; 2. In questo modo a Matteo Renzi non verrebbe nemmeno consegnato il mandato esplorativo; 3. Dopo le elezioni, dopo le Larghe Intese, nascerà il nuovo Partito Democratico – finalmente – senza il tanto odiato Matteo Renzi e – per fortuna – con tanto di Ditta al proprio interno.

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