Il 5Stelle prende ordini da Macron, ma Macron è un Rothschild

Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio con il presidente della Commissione di vigilanza Rai Roberto Fico nei saloni dello storico Palazzo Fuga in piazza Carlo terzo nell’ambito di un tour sui tesori d’arte nascosti, 25 ottobre 2014.
ANSA / CIRO FUSCO

Fa specie constatare che Casaleggio abbia avuto l’illuminazione di fare, finalmente, a meno della propria schizofrenia tattico-strategica, che tanto successo ha portato al proprio Movimento, ma che, per ragioni strutturali, non ha mai permesso di entrare ai pentastellati in Esecutivi di Governo. Ed il problema, è che non ci entrerà nemmeno a questo giro, tanto è nemica la Legge Elettorale pensata da Ettore Rosato.

Il Movimento Cinque Stelle è stato ingabbiato da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi e, per quanto, veleggi su % considerevoli è, di fatti, inconsistente ai fini della nascita e del proseguo delle Legislature. Non ha peso contrattuale, a livello locale è pressoché inesistente, mentre nelle Grandi Città o nelle Regioni, strappa risultati notevoli che, purtroppo, sembrano essere destinati a non ripetersi. Il 5Stelle, insomma, è la più grande anomalia tra i Paesi Democratici della Unione Europea: occupa – nonostante avesse giurato di non farlo – le televisioni, rischia di far esplodere i gruppi FB ad esso dedicati, ma dopo quasi 10 anni non è ancora un Partito di Popolo, di quelli che rimangono per sempre, di quelli che cambiano la società, la formano, le donano nuova cultura dalla quale egemonizzare il pensiero del Paese.

Il Movimento Cinque Stelle non è assolutamente un Partito di Centro: i Partiti di Centro non sono né di Destra né di Sinistra, mentre il 5Stelle è al contempo sia di destra che di sinistra. La sua base programmatica è presa di sana pianta da UKIP, Piraten, UP e, per quanto possa sembrare strano, dagli unici due veri partiti di popolo italiani: Partito Democratico e Forza Italia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Con il favore dei media, il 5 Stelle ha la possibilità di realizzare differenti campagne elettorali indirizzate a target differenti tra loro. Quindi, se nei gruppi FB si esacerbano gli animi con xenofobia e razzismo con il lascia passare di un elettorato accondiscendente, in TV lo stesso 5 Stelle diviene più diplomatico e prende ad utilizzare un linguaggio più consono alla platea verso la quale si proietta. Altro atteggiamento ancora è quello interno alle sedi del Movimento Cinque Stelle: hub per qualsiasi malcapitato per entrare nel mondo della politica senza meriti apparenti. Anche in questo caso, le campagne elettorali vengono indirizzate verso target clientelari tanto vituperati negli anni a partire dai Meet-Up.

Che Beppe Grillo non si sia mai fatto scrupolo alcuno della propria mancanza di coerenza, che abbia tentato di partecipare alle Primarie del Partito Democratico (PES), che abbia traghettato il proprio Movimento nell’EFDD, per poi provare ad entrare persino nell’ALDE, è cosa nota persino a Beppe Grillo. Che Luigi Di Maio, poi, inneschi un rapporto epistolare con il Presidente della Repubblica di Francia, nonché azionista di maggioranza dalle prossime Elezioni Europee dell’Alleanza dei Liberal-democratici Europei, è cosa nota anche ad Alessandro Di Battista.

Qualora il pressing messo in atto da Luigi Di Maio nei confronti di Emmanuel Macron, noto mangiatore di brioches, nonché primo rappresentante al Consiglio d’Europa di tutti quei Paesi governati dalle Forze Politiche dell’ALDE, vada in porto, Ennio Doris chiuderà il cerchio. Ed il Movimento sarà casta a tutti gli effetti.

Eppur, qualcosa mi dice che non sarà affatto facile per Luigi Di Maio conciliare le proprie simpatie nei confronti di Donald Trump e del suo alter-ego. Risulterà molto difficile entrare a fare parte di un Gruppo Parlamentare campione di europeismo, considerata la succedaneità nei confronti degli States da parte di Beppe Grillo prima e Luigi Di Maio, infine.

Annunci