Gli algoritmi di Facebook e l’umore degli Dei

L’essere umano può permettersi Facebook? E’ in grado di sostenere la portata emotiva delle info ivi presenti senza che queste lo destabilizzino? Quali strumenti dovrebbe adottare e quali e quante difese dovrebbe opporre alla persuasione che lo coinvolge? Sa, per caso, che un algoritmo è stato mentale individuale e collettivo? E che gli spregiudicati cambi di algoritmo possano a loro volta, quantomeno, indebolire il nostro principio di coerenza interno? Il nostro umore? Come cambia a seconda di un algoritmo che dà incredibile visibilità a contenuti violenti, mentre un altro pone l’accento sulla tutela dei reali interessi dello user? E l’ansia derivante dai troppi contenuti ansiogeni in quelle Pagine FB che ci bombardano di video apocalittici, complottisti, cospirazionistici? Ed, infine, i traumi cumulativi derivanti dalla sovraesposizione al materiale appena citato oltreché dalle dirette provenienti da mezzo mondo che immortalano scenari catastrofici in stile 11/9?

Cionondimeno, possiamo permetterci un Facebook addirittura più spinto rispetto a quello che abbiamo vissuto fino all’ultimo cambiamento di algoritmo? E, quindi, tenendo conto di quanto detto nel primo paragrafo, quanto questo Social Network è pericoloso oltreché per la salute psicofisica degli user, anche per la salute delle nostre democrazie, che dagli stessi user sono formate? E se un giorno Zuckerberg decidesse di tornare sui propri passi? Tipo che, a pensare male, egli potrebbe, qualora il campo politico a lui avverso tornasse ad essere egemone, come già avvenuto dal ’46 al ’79, modificare nuovamente gli algoritmi, in modo tale da favorire se stesso? E se decidesse di spingersi oltre? E se, putacaso, scendesse in campo, come lo utilizzerebbe? Come lo utilizzerebbe qualora un eventuale donor ancor più conservatore dell’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America comprasse un nuovo algoritmo da imporre agli user?

E se questa fase fosse solo intermedia, una presa di fiato, con l’intento di far tornare a crescere in follower i Gruppi e le Pagine FB care al CEO ed agli AD di Facebook? E se questo non foss’altro che un tentativo di spezzare le gambe agli avversari politici? La qual cosa non risponderebbe alla logica dicotomica dei conservatori contro i progressisti, quanto l’altrettanto dicotomica divisione in liberisti e non-liberisti? E se più delle famiglie politiche a Facebook importasse, di concerto con loro, la tenuta del pensiero unico? Che la classe dirigente occidentale, l’1%, abbia trovato uno strumento eccezionale per preservare se stessa da una possibile perdita di consenso, se non quando da un possibile inesorabile declino?

Beh, così fosse, Mark Zuckerberg e Jeff Rothschild, sarebbero quantomeno dei reazionari-restauratori, come già avvenuto in occasione delle sedicenti Primavere Arabe e delle Elezioni Politiche susseguitesi in Occidente dopo la crisi del 2008, che in un primo momento sembravano dovessero portare ad un cambio di (questo sì) algoritmo politico. Facebook altro non sarebbe che uno dei governi che governano i nostri governi. Sarebbe la più alta garanzia per l’1% di mantenere il proprio status di privilegiato. Garantirebbe la sopravvivenza del pensiero unico e, con questa, la finta dicotomia destra-sinistra, evaporata a causa delle sempre meno responsabili grandi coalizioni, così tanto diffuse in Occidente. Ci riuscirebbe cambiando le regole del gioco, un po’ come avviene nella Formula Uno, spiazzando i competitor e costringendoli a reimparare il modo di affrontare la sfida. Rimarrebbe, oggi più che mai, uno strumento nelle mani dei più ricchi della Terra, che potrebbero, qualora ne avessero voglia, creare movimenti politici sotto l’egida del Dividi et Impera, finanziando lo stesso Social Network, ed ottenendo la possibilità di attingere dai suoi database.

Quanto alla questione della salute, cosciente della utopistica mia richiesta, dovuta proprio a quanto appena suddetto, non essendo possibile né plausibile ricorrere alla censura, potrebbe risultare utile lavorare su di un algoritmo che meglio renda fruibili i contenuti, variegandone l’offerta. In parole povere, sarebbe più salutare evitare di far apparire nella Home esclusivamente decine di contenuti simili nelle giornate caratterizzate da eventi catastrofici, da notizie potenzialmente polarizzanti. E come se non bastasse, Facebook potrebbe fare richiesta ad i propri user di rispondere ad un sondaggio in via del tutto personale, attraverso il quale indicare la tipologia di Gruppo o Pagina FB da lanciare con priorità nella propria timeline ed al loro interno la tipologia di news che più gli confà.

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