Il 5 Marzo

Ei fu. Un uomo ignobile,
dato il letal suo giro,
crebbe la sponda memore
d’onta e di tal raggiro,
regione rossa, sgomita
Giustizia e Libertà,
per un posto in prima fila
pur di vederlo blu passare;
Ne sa una più del Diavolo,
ed una in meno di D’Alema,
ne sapesse una in più,
sarebbe Paul Cayard.
Lui, taniche d’olio,
e l’alter ego d’acque.
Quando in brutta situa,
ché la sua riforma spiacque,
rimangiò la sua parola
e diventò un carico a chiacchiere:
politico del vecchio conio
potè cotanto depistaggio,
mosso da interessi personali
contro lo magico raggio;
si scioglie all’urna un cantico
che sicuro non morrà.
Da Rignano a Pontassieve
da Giarre al Reno,
di quel fulmine sicur di sé
ché L&U fù Arcobaleno;
Onnipresente in Rai,
affinché lui potessi amar.
Gode di suo spirito,
del suo partito personal.
La noiosa paranoia d’un disegno,
attecchì in chi non è nobile,
e rivitalizza a noi l’indegno;
Lui, ch’ottenne un premio
ch’era follia sperar;
La gloria grande di un Bibendum
la vittoria alle Europee,
la sconfitta al Referendum
la più gran tra le epopee;
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.
S’intestò miracoli
in nome dell’amar,
ma promessi a lui si volsero,
non aspettiamo il mal;
Pregno d’assenzio l’albatro
s’assise su di lui,
Del Rio cavallo e lui Caligola
scomparve a Rapa Nui,
Segnato dall’invidia
e dalla viltà profonda,
in alto mar la salma,
con calma oggi affonda.

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