Dov’è tutto questo adattamento all’ambiente?

Il primo obiettivo del Movimento Cinque Stelle è governare. Fare opposizione è cosa non contemplata. Perché sa che i Pianeti non si allineano spesso. E se non fai, non sei credibile: le chiacchiere stanno a zero.

È costretto a governare. Perché la sua base attende questo momento impazientemente da ormai troppo tempo. Ed in caso di fallimento tornerebbe a non votare. Ad ingrossare le fila dell’astensionismo.

Questo fattore fa sì che il destino del malcapitato Movimento Cinque Stelle, oggi, sia letteralmente nelle mani di Silvio Berlusconi. Ed il buon Silvio, credo, non si lascerà sfuggire questa ghiotta occasione. Per poi andare ad Elezioni e sparigliare.

In tutto questo, la Lega è conscia del fatto che staccare la spina alle trattative, per poi incolpare il Movimento Cinque Stelle dell’esito negativo di queste ultime, significherebbe quasi certamente cogliere al balzo la possibilità di diventare primo partito. Ché una volta che sei al 25%, ed il tuo avversario è al 30%, ‘basterebbe’ prendergli 2,5 punti percentuali. Primo partito in prima coalizione, e Governo monocolore in tasca.

Tutto ciò tenendo conto del fatto che dar vita ad un Esecutivo giallo-verde, rappresenta un grandissimo rischio, non essendoci abbastanza coperture economiche al Contratto di Governo. Si corre il rischio di un Default. Di riportare il Paese sotto l’occhio vigile della speculazione finanziaria. Ed anche in questo caso, interverrebbe Berlusconi a staccare la spina, non appena Unicredit e Mediaset venissero colpite a Piazza Affari.

È per questo motivo che il Movimento Cinque Stelle potrebbe ridimensionarsi a breve. E fin dalle prossime Amministrative prenderà una batosta epocale. Come di consueto. Più di quanto i sondaggi lascino intendere. E, se è vero che le Elezioni Politiche son altra cosa, è anche vero che, premessa l’astensione, premesso il travaso di voti per la Lega, più un altro passaggio di elettori di ritorno al Partito Democratico, potrebbe ritrovarsi alla prossima Tornata Elettorale poco sopra il 20%. Numeri che non servirebbero a nulla. Se non a far da stampella a questo od a quest’altro Esecutivo. Certamente non a vincere. Né tantomeno ad aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno.

Tuttavia, proprio in occasione delle Elezioni Amministrative, Casaleggio potrebbe tornare sui propri passi. E, dopo l’imminente fallimento del Contratto con la Lega, e la più che possibile sfiducia ad un Esecutivo dei Tecnici, potrebbe tornare a trattare, e questa volta sul serio, con il Partito Democratico. Per evitare le Elezioni anticipate. Per evitare l’inizio della fine.

E, fintantoché non riuscirà a formare il suo tanto agognato Governo, renderà sempre più palese agli italiani il proprio Disturbo Dissociativo della Personalità. Stigma che verrebbe meno in meno di un secondo giustappunto nel momento in cui gli venisse consentito di passare dalle parole ai fatti.

Casaleggio, infatti, Sto arrivando! bene che, se si venisse a sommare alla mancata composizione di un Governo, la approvazione di un simil-Reddito di Cittadinanza nonché il taglio dei vitalizi per mano di un Governo Tecnico, ci rimarrebbe secco. E, perché no, potrebbe addirittura perdere il posto di comando. Perché, d’altronde, nei partiti paga il Segretario, nelle aziende l’Amministratore Delegato.

Per non parlare dell’evoluzionista Beppe Grillo che, come nel noto studio sulla politica delle alleanze tra gli scimpanzé di uno zoo olandese, potrebbe far la fine di Luit che, divenuto maschio dominante, finì solo per avvicinarsi alle esemplari di scimpanzé femmine, a lui destinate, ma a lui letteralmente strappate dalle mani per via dell’alleanza venutasi a creare tra lo sconfitto ed il giovane rampante.

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