Il Movimento Cinque Stelle non governerà mai

Il Movimento Cinque Stelle sta avviando un processo di estrema polarizzazione nei confronti della Lega, in virtù del fatto che, se si andasse a votare oggi, verrebbe posizionato cognitivamente e definitivamente a Destra. Per quanto mi riguarda, se Salvini non cede, il Movimento Cinque Stelle è condannato ad affrontare una Campagna Elettorale, la prossima, per la prima volta in condizioni deficitarie, con le mani legate.

Dal canto suo, tuttavia, Casaleggio ha deciso di percorrere questa strada impervia, ma non impossibile da praticare, pensando a quello che potrebbe accadere domani a Piazza Affari. Egli scommette sul fatto che, se Salvini non cederà su Savona nemmeno questa volta, non lo farà, a rigor di logica, nemmeno in caso di vittoria della compagine di Centro-Destra, addossando, in questo modo, alla Lega la colpa del mancato accordo di Governo e, soprattutto, consegnando ai Mercati la prova testimoniata che il futuro Governo sarà egualmente pericoloso, rispetto a quello giallo-verde. O, meglio, che la colpa dell’impennata del differenziale tra titoli tedeschi ed italiani sia da attribuire alla Lega (e, quindi, a tutto il Centro-Destra) e non al 5Stelle.

Lo Spread tra BTP e Bund a 10 anni dovrebbe salire nuovamente, sempre stando a quello che presumo possa essere il suo ragionamento, considerato che in quei 10 di investimento, ce ne sarebbero almeno 5 a trazione Savona. Tuttavia, credo che, di contro, Salvini, dal canto suo, potrebbere chiudere la partita con un semplice ‘no’, senza rimetterci molto o, qualora lo ritenesse opportuno, farlo con un trollata incredibile: proporre, ad esempio, un innominabile come Bagnai al MEF, e consegnare definitivamente il cerino nelle mani del Presidente della Repubblica, sapendo che Mattarella rifiuterà.

Insomma: due piccioni con una fava. Tuttavia, siffatta strategia, potrebbe rivelarsi letale per la Lega, ché se Mattarella accettasse, finirebbe per governare contro la propria volontà. Va rimarcato e ricordato, ad onor di cronaca, come, in questa estenuante partita a scacchi, gli obiettivi finali dei due giocatori siano diametralmente opposti: la Lega preferisce tornare a nuove Elezioni per fare bottino pieno assieme alla sua Coalizione (dopo aver fatto propri moltissimi cavalli di battaglia pentastellati, svuotando, difatti, i pentastellati), con la quasi matematica certezza di diventare Premier, mentre il Cinque Stelle, invece, ha come unico obiettivo quello d’imbastire un Esecutivo di Governo con il primo che capita, o rischia di innescare un inesorabile declino politico-elettorale.

Perché fare opposizione è cosa non contemplata. Perché sa che i Pianeti non si allineano spesso. E se non fai, non sei credibile: le chiacchiere stanno a zero. È costretto a governare perché la sua base attende questo momento impazientemente da ormai troppo tempo, ed in caso di fallimento tornerebbe a non votare. Ad ingrossare le fila dell’astensionismo.

Questo fattore fa sì che il destino del ‘malcapitato’ Movimento Cinque Stelle, oggi, sia letteralmente nelle mani di Silvio Berlusconi. Ed il buon Silvio, credo, non si lascerà sfuggire questa ghiotta occasione, per poi andare ad Elezioni, e sparigliare. Ed, in tutto questo, la Lega è conscia sia del fatto che per vincere le prossime Elezioni debba passare l’idea che a staccare la spina sia stato il 5Stelle, sia del fatto che dar vita ad un Esecutivo giallo-verde, rappresenta un grandissimo rischio, mancando assolutamente le coperture economiche al Contratto, e peccando, parte dei provvedimenti previsti, di palese incostituzionalità.

Si corre il rischio di una rinnovata guerra con il Colle e con la Corte Costituzionale. Si corre il rischio di un Default. Di mantenere il Paese sotto l’occhio vigile della speculazione finanziaria per tutta la durata della Legislatura. Ed, anche in questo caso, interverrebbe Berlusconi a staccare la spina, non appena Unicredit e Mediaset venissero colpite ed affondate a Piazza Affari.

È per questo motivo che il Movimento Cinque Stelle potrebbe ridimensionarsi a breve. E fin dalle prossime Amministrative sicuro prenderà una batosta epocale. Come di consueto, tra l’altro. Più di quanto i sondaggi lascino intendere. E, se è vero che le Elezioni Politiche son altra cosa, è anche vero che, premessa l’astensione, premesso il travaso di voti per la Lega, più un altro passaggio di elettori di ritorno al Partito Democratico, potrebbe ritrovarsi alla prossima Tornata Elettorale poco sopra il 20%. Numeri che non servirebbero a nulla. Se non a far da stampella a questo od a quest’altro schieramento. Certamente non a vincere. Né tantomeno ad aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno.

Ma, fintantoché non riuscirà a formare il suo tanto agognato Governo, renderà sempre più palese agli italiani il proprio Disturbo Dissociativo della Personalità. Stigma che, d’incanto, verrebbe meno in meno di un secondo, solo e giustappunto nel momento in cui gli venisse consentito di passare dalle parole ai fatti.

Casaleggio, infatti, sa bene che, se si venisse a sommare alla mancata composizione di un Governo, la approvazione di un simil-Reddito di Cittadinanza, nonché il taglio dei vitalizi per mano di un Governo Tecnico, ci rimarrebbe secco. E, perché no, potrebbe addirittura perdere il posto di comando. Perché, d’altronde, nei partiti paga il Segretario, nelle aziende l’Amministratore Delegato.

Ed è così, per colpa dei troppi tatticismi, che tendo a pensare che il Movimento Cinque Stelle sia destinato a non governare mai. E questo perché:

1. Si è definitivamente schierato a Destra ed, anzi, accettando le proposte in materia fiscale (Flat-Tax) della Lega, si pone all’Estrema Destra. Così facendo, dovrà dividere e respirare lo stesso ossigeno della Lega, Fratelli d’Italia, Casapound e Forza Nuova (‘Preferisco votare l’originale);

2. Schierandosi a Destra, perderà quei voti che appartenevano alla Sinistra. Potrebbe perdere d’un sol colpo buona parte del suo elettorato, che come sappiamo, ha votato in questi anni Partito Democratico, almeno fino alle Europee del 2014 (‘Mai con la Lega’);

3. Perderà i voti di quei moderati, che un tempo votavano Democrazia Cristiana, e che conoscono perfettamente la storia della gloriosa famiglia Mattarella. La richiesta di impeachment è un atto gravissimo ed immotivato (‘Sergio non si tocca’);

4. Molti elettori tenderanno a considerare inutile il voto e, per questo motivo, preferiranno astenersi, e tornare a non esprimersi cosiccome fatto dal 2006 al 2013 (‘Se non abbiamo governato ora, non governeremo mai più’);

5. Non presenterà un rinnovato Programma di Governo, in virtù del fatto che non abbraccia alcuna ideologia. Mentre la gente è abbastanza stufa di sentir parlare di vitalizi e pensioni d’oro (‘Sempre le stesse cose’);

6. Il Centro-Destra vincerà le prossime Elezioni Politiche ed, in mancanza di una maggioranza assoluta, Berlusconi potrà scegliere di governare con il Partito Democratico (‘Almeno conoscono la Costituzione’);

7. Si votasse con una nuova Legge Elettorale maggioritaria, non avrebbe alcuna chance di vittoria, stretto nuovamente tra due Poli (‘Meglio non crescere, che decrescere’);

8. Non ha una classe dirigente in grado di poter formare un Esecutivo di Governo politico. Ha fatto la propria fortuna sui Governi Tecnici altrui ma, non appena ha dovuto affrontare la sfida più grande, quella di insediarsi a Palazzo Chigi, ha messo in atto un comportamento sovrapponibile a quello degli altri partiti (‘Sono tutti uguali, prima dicono una cosa e dopo ne fanno un’altra’);

9. La regola delle due Legislature, poi, è la classica zappa sui piedi: gli elettori non riusciranno mai ad investire in un legame motivo con il proprio Leader, se quel Leader, quella classe dirigente, non ha il tempo materiale per permetterlo (‘Ma lo hai visto Toninelli?’);

10. La richiesta di impeachment nei confronti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le parole del padre di Alessandro Di Battista, il tono eversivo dei suoi attivisti on-line, si rivelerà un boomerang, e polarizzerà cosittanto il 5Stelle ed il Pd, che il 5Stelle verrà posizionato mentalmente da parte degli elettori progressisti, a destra tanto quanto Lega e Fratelli d’Italia (‘Sono diventati come loro’).

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