La Isoardi stira le camicie. Di forza

C’è bisogno di contestualizzare, riflettere, analizzare, soffermarsi, prendere consapevolezza. ‘Un soffio di fiato’.

Per partire, dobbiamo chiederci quale immagine del Paese ne sta uscendo dentro e fuori dall’Italia, in questo momento? Cosa ne rimane della nostra Identità dopo che noi, la Culla del Rinascimento, avviamo un processo speculativo sulla vita di 630 esseri umani inermi, terrorizzati, in balia delle onde? È questo il sovranismo? Ed è in questo modo che si fanno gli interessi degli italiani? E gli italiani, poi, che figura ci fanno? Il Brand Italia ne risentirà, o meno?

Salvini che crede di aver vinto (non si comprende, poi, cosa), è alquanto ridicolo, un provincialotto da Bar dello Sport che governa inconsapevolmente quello che è ancora il Paese più bello del Mondo. Il Paese che ha fatto uscire la nostra Umanità dal Medio Evo, il nostro Pianeta. Il Paese che detiene il 70% della ricchezza culturale mondiale.

E gli italiani? Sono consapevoli di ciò? Menchemeno. Credono di vivere in un giungla urbana newyorchese. E sanno che essere patrioti significa portare in alto la bandiera dell’italianità? Non credo anche in questo caso. Essi percepiscono, il nostro, come un Paese come tanti. Come fosse normale porre l’Italia sullo stesso livello (e con tutto il rispetto) di Ungheria, Austria e Polonia. L’Italia, quindi, si riscopre un Paese imbruttito da persone che valgono davvero poco. Pochissimo. Meno di chi li vota. E la banalità del male ci sopraffà, e crediamo di essere più forti di ieri. Più muscolari. Più virili.

La virilità torna a pagare perché dispercepiamo altrettanta virilità nei nostri confronti. I più deboli della nostra Società, poi, sembrano aver effettuato un lungo e, perché no, nobile percorso di elaborazione del lutto del ventennio e, con la complicità dei Media conservatori, hanno smesso di espiare.

Credo che loro, o quantomeno la maggioranza di loro, discernino positivamente tra interessi personali, e negazione di quelli altrui (pur pensando – personalmente – che non ci vorrebbe poi tanto a passare direttamente su posizioni xenofobe). Si è creato, come direbbe lo Psicologo Sociale Serge Moscovici, un ingroup mastodontico di persone che rivendica posizioni che, ormai, rasentano l’egoismo, contrapposto a coloro i quali, tacciati di buonismo (Do you remember Goebbels?), non desiderano mollare i precetti del cattolicesimo, anche a costo, sempre a causa della dispercezione, di rimetterci di tasca propria.

Marx insegna, e la Scienza Cognitiva conferma (mentre la Destra sembra leggere e imparare da loro più della Sinistra), che il nuovo razzismo non fonda le proprie radici sul primato della razza ariana, quanto su dinamiche che rispondono al desiderio di maggiore Giustizia Sociale. È un quadro da psicoanalizzare, laddove la sinistra fa la destra, e la destra fa la sinistra (Bernie Sanders docet). In che senso? Nel senso che, in questo caso, soprattutto la destra, fa gli interessi del proletario che, a causa della concorrenza della manodopera straniera, vede assottigliarsi la propria retribuzione, mentre la sinistra fa la destra, lasciando il destino di questa gente nelle mani del capitalista, che pensa solo al profitto e che, a sua volta, specula attraverso i politici che lo rappresentano sulla immigrazione stessa. In questo modo, la destra abbandona (realmente?) la globalizzazione a causa dei suoi effetti sulla nostra Società, mentre alla sinistra tocca difendere la globalizzazione e rimanere con il cerino, o la patata bollente, in mano.

Va da sé che, la battaglia che si sta spendendo sulla sovranità, finirà per vincerla la sinistra, perché col tempo, verranno a galla tutte quelle che sono le reali posizioni della Lega: interclassismo in testa. E, quindi, il cittadino potrà comprendere come, in realtà i reali difensori delle istanze del lavoratore sottopagato e del disoccupato, sono da ritrovarsi nuovamente a sinistra, quella sinistra che esprime profondo disappunto in merito allo sfruttamento dei migranti (che avviene a causa del fatto che non partono dal Paese d’origine con un contratto regolamentato), alla perdita di peso salariale.
Sull’Europa, e su cosa essa sia, i cittadini italiani idealizzano in preda alla emotività. Gli italiani non sanno come funziona il Parlamento Europeo, cos’è il Consiglio Europeo, per non parlare della Commissione Europea. La sola esistenza di queste tre entità crea confusione ed attira antipatie così come ogni cosa complessa che, per poter essere compresa, necessità di più di un approfondimento televisivo da parte di Mediaset.

Ciò considerato, non potendo l’italiano addossare colpe e meriti a chi realmente ne ha, fa di tutta l’erba un fascio e passa da ‘Siamo nelle mani di Burocrati’ a ‘Sanno legiferare positivamente solo per cose inutili’. Il cittadino italiano, manipolato e distratto, ignora, e non prende consapevolezza del fatto che ciò su cui, realmente, intende recriminare è in realtà la linea politico-economica introdotta nelle nostre Carte Costituzionali. Il pensiero unico neoliberista, l’austerity, il conservatorismo finanziario.

Il cittadino italiano non si rende assolutamente conto che, coloro i quali hanno permesso questa mostruosità, sono gli stessi politici e partiti che ha votato per anni, che vota e che, quasi sicuramente, continuerà a votare per molto tempo. E, niente, l’Europa è sì un’opera incompiuta, ma è anche vero che non ci vuole mica Stephen Hawking per comprendere che il Parlamento Europeo viene eletto direttamente dai cittadini europei, mentre il Consiglio Europeo è rappresentato dalle più alte cariche di Governo espresse da ogni Paese della Eurozona (Primo Ministro, Cancelliere, Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica eletto direttamente).

Risulta chiaro, che sono sempre i nostri politici, da noi votati, che decidono le nostri sorti e non Burocrati da Politburo Sovietico eletti da chissà chi. In parole povere, il cittadino italiano dovrebbe protestare contro la linea politico-economica Conservatrice che costringe i nostri Paesi a non poter fare politiche a debito. Ma è pronto l’italiano ad affrontare questa battaglia, svestendosi dei panni che la ideologia di riferimento impone, sostenendo il ritorno a politiche che hanno un nome ed appartengono anch’esse ad una ideologia, il Keynesismo Liberal-Progressista?

Non ci è dato saperlo, ma quanto meno avremmo permesso ai cittadini di scegliere autonomamente, senza raggiri manipolativi. E, si spera, con un po’ di voglia di comprendere la complessità in tutto il suo fascino.

Infine, per concludere, ciò che è il cittadino deve sapere, è che il Governo – rispetto a quanto accade – è doppiamente colpevole perché: 1. Ha firmato il Trattato di Dublino; 2. Non vota contro il suo stralcio all’Europarlamento (anche oggi che si dice palesemente contro). È per questo motivo che i Paesi Europei ci attaccano. Perché durante i 5 anni della scorsa Legislatura, la Lega ha volutamente creato i presupposti affinché accadesse ciò che è sotto i nostri occhi. Dal 2014 ad oggi la Lega (astenendosi) ed il Movimento Cinque Stelle (votando contro) hanno avuto 22 possibilità per sostenere il superamento di Dublino, e la messa in opera di un provvedimento che obbligasse tutti i Paesi dell’Eurozona ad accogliere in rapporto alla propria popolazione i migranti approdati nei Paesi del Sud dell’Europa ma, come già detto, hanno preferito soffiare sul fuoco. Credo che, date le evidenze, la Isoardi dovrebbe quantomeno prendere a stirare le camicie di forza all’ex concorrente della Ruota della Fortuna.

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