Forza Italia è diventata il Partito Democratico

14/11/2018 – The Political Analyzer

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Forza Italia sta tallonando il Partito Democratico. E non per evitare di rimanere schiacciato tra esso e la Lega, quanto per mettere a segno l’ennesimo capolavoro di strategia politica firmato Silvio Berlusconi. Perché Forza Italia, checché se ne dica, è il partito che permette a questo Esecutivo di rimanere in piedi, il partito che ha deciso, date le circostanze, fosse più conveniente massimizzare il consenso elettorale della coalizione di centro-destra, e fosse più lecito puntare a fare egemonia per molti anni a venire – quasi inaspettatamente – restando in disparte, demonizzando il Movimento Cinque Stelle ma, pur sempre facendo opposizione e governando al tempo stesso.

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Non c’è giorno che passi senza una dichiarazione di un esponente di spicco di Forza Italia che non strizzi l’occhio al keynesismo, a politiche industriali (quinquennali?), a posizioni neoliberali in materia di diritti civili, a motti simil-francescani per quel concerne il tema immigrazione, alla difesa dell’europeismo. Un partito, per chi fosse sceso oggi sulla Terra da Marte, progressista in tutto e per tutto.

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Forza Italia raccoglie l’olio che perdono le Forze di Governo, senza che questo lasci la più benché minima traccia sull’asfalto. Forza Italia rappresenta la certezza che ‘se falliamo con il 5 Stelle, ci sono i numeri per governare con Forza Italia’, creando nell’elettorato anti-berlusconiano disillusione se non quando la voglia di continuare a resistere sostenendo il partito apparentemente più alternativo al Cavaliere, e cioè il Movimento.

Trasmissione televisiva Otto e Mezzo, Romano Prodi

Ma che non salti in testa al Partito Democratico di spostarsi su posizioni massimaliste ed anti-storiche. Perché se è vero che la sinistra non deve fare la destra è sì vero che se la destra fa la sinistra, essa è chiamata ad esser ancor più di sinistra. Il Partito Democratico deve sfidare Forza Italia sul piano che le dovrebbe essere più congeniale: essere se stessa. Ma quello che dovrebbe essere un invito a nozze, il Partito Democratico può pur sempre trasformarlo in un autogol.

È per questo motivo che l’unico modo che il Partito Democratico ha per uscire da questa morsa è, come da me già auspicato in occasione delle ultime Elezioni Politiche, quello di tornare a fare opposizione a Forza Italia, rispolverando un anti-berlusconismo che è più attuale che mai.

Il Partito Democratico deve:

1. Rappresentare le esigenze di quanti nel Paese sono più sensibili al Global Warming: dovrà essere il Partito dei Verdi d’Italia;

2. Rappresentare i ceti popolari cosiccome fatto dalle sinistre mediterranee, e nella fattispecie iberiche, piuttosto che scandinave, affrontando problemi mediterranei con occhi mediterranei: dovrà essere il Partito Socialista dei Lavoratori Italiano;

3. Rappresentare i ceti produttivi con politiche economiche mirate all’abbattimento progressivo della tassazione sul lavoro (il colpo rimasto in canna al Governo Prodi II): dovrà essere il Partito Social-Liberale del nostro Paese.

4. Rappresentare quanti vedono di buon occhio il corso del nuovo Pontificato: dovrà essere la nuova Democrazia Cristiana.

pd-italia-coraggio

Il Partito Democratico non ha più nulla da importare dagli States o dalla Gran Bretagna che non sia stato già importato, e in modo fallimentare. Deve imparare, una volta per tutte, ad essere stesso in un ambiente che non è né il Michigan, né il Sussex. Deve imparare a camminare sulle proprie gambe. Deve imparare a leggere i mutamenti in atto partendo dal micro. Deve diventare il Partito Democratico d’Italia.

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