Il Movimento Cinque Stelle è destinato a scomparire a breve?

Le Nazioni sono fluide. Il neoliberismo è riuscito in ciò che si temeva potesse fare il comunismo. Gli elettori sono ininfluenti. I Parlamenti democraticamente eletti non hanno potere in buona parte del Globo. In Europa rispondono ad un politburo che millanta la volontà di fare dell’Area Continentale la più grande Democrazia al Mondo ma, di fatti, il politburo non intende assolutamente perdere i propri privilegi, che altro non sono che i privilegi di una piccola grande élite che decide nelle segrete stanze le reali politiche economiche europee, col fine di utilizzare come uno strumento micidiale l’Architettura nelle proprie mani. Non v’è né destra, né sinistra. V’è un partito unico, un pensiero unico, che prende forma nel quotidiano nelle grandi coalizioni. E negli Stati Uniti d’America? Gli USA sono attualmente anch’essi una oligarchia. Lo sostiene persino Jimmy Carter. Dimostrazione più lampante ne è la incapacità da parte di Trump di riuscire ad imbastire al Congresso il benché minimo provvedimento. Sembra assurdo, ed assurdo non è, Trump è un uomo solo. Perché anche negli USA vige un regime di grande coalizione dalla natura neocon che decide effettivamente le politiche statunitensi. L’aspetto più eclatante, e sintomo della mancanza di Democrazia, è ciò che l’ha sempre contraddistinta per natura: la tendenza ad arricchire chi detiene il potere. Ebbene, oggi, il potere negli States è nelle mani della stessa élite finanziaria che ha in mano le sorti della Unione Europea. La Silicon Valley, nonostante i primi sei mesi di Presidenza, è sempre più potente ed influente nell’economia americana, i più grandi istituti bancari cresciuti con Obama, idem, mentre l’industria dell’energia è stantia se non in ulteriore declino per quel che riguarda i profitti. Viviamo nell’era della Post-Democrazia sostiene Colin Crouch, io azzarderei che viviamo non in Post-Democrazia, bensì in Pre-Dittatura. La Dittatura della Finanza Internazionale, che decide per autoimposizione gli indirizzi, le politiche planetarie.

In casa nostra, lemme lemme, Renzi continua a fare il furbo: non fa pagare le tasse ai colossi della Silicon Valley. In questo modo le tangenti sono inutili perché a fronte di 12,6 milioni di euro incassati dall’Erario, v’è un trattamento di favore da parte di questi colossi in materia di algoritmi. Maggior visibilità, maggior visibilità, maggior visibilità dei contenuti favorevoli al Segretario del Partito Democratico. Ed a dir poco più preoccupante è la connivenza dell’elettorato piddino che, in questo modo, si sposta sempre più su posizioni neoliberiste e, soprattutto, imperialiste. Il democratico, oggi, è il Cavallo di Troia dell’imperialismo globalista delle élite neocon e dei sedicenti liberal statunitensi. Il democratico, oggi, è il vero pericolo per il socialismo democratico perché dà l’avvallo alla finanza di arricchirsi solo perché nata sotto il sole dei tanto cari obamismi e clintonismi.

Mentre, per quanto riguarda la TV – come da definizione – il lavoro è più fine e Matteo Renzi sta pagando un grande dazio a causa del supporto ricevuto da parte del suo Esecutivo, un dolce grande dazio: parte del Servizio Pubblico, difatti, è nelle mani delle forze della ultradestra, oltreché di quelle di centrosinistra. Ne sta venendo fuori una informazione goebbelsiana che riempie i palinsesti di demagogia, xenofobia, incitamento al razzismo. Il TG2 è a dir poco inguardabile. In parole povere, i poteri legati alla ex P2 che sottendono le forze di Governo, da Berlusconi a Renzi, passando per Verdini e Boschi, fanno quadrato nel tentativo di tornare ad un assetto bipolare. Il segreto nascosto, e nemmeno più di tanto nascosto, è quello di uscire dal giogo del ‘Dividi et Impera’ nel quale il Movimento Cinque Stelle ha cacciato il Paese per mano di logge conservatrici repubblicane statunitensi. E per riuscirci, Renzi&Co. polarizzeranno all’infinito le posizioni delle due correnti che sono a capo dell’Esecutivo. Da democratici contro moderati si passerà a fascisti contro comunisti, costringendo il Movimento Cinque Stelle a perdere la propria natura schizofrenica, che tanto consenso aveva portato a casa. Il Movimento Cinque Stelle, oggi, rischia di diventare un partito di Centro, Liberale, ed è proprio annusando quello che sta accadendo, che Grillo ha provato ad entrare nell’ALDE. Tentativo rispedito al mittente per ‘merito’ di poteri forti europeisti alla base dell’Alleanza Parlamentare. È giunto per caso il momento per il 5 Stelle di schierarsi? Personalmente non credo. Credo, altresì che con questa narrazione per le strade, otterrà un onorevole 15-20% alle prossime Elezioni Politiche e nulla più. Perché verrà dilaniato a destra da Salvini, Meloni, Gasparri, a causa della loro narrazione più puntuale e univoca e per il motivo esatto ed opposto a sinistra. Si tornerà ad uno scenario simil 2006. Gli ex elettori di AN che esigono intransigenza torneranno all’ovile, mentre gli ex Commies torneranno a riempire le fila dei partiti di estrema sinistra.

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